Tutti pazzi per Wally
 Cerchiamo di fare il punto della situazione politica.

In Italia la cosidetta “sinistra” è al governo, ha vinto le elezioni appena un anno fa presentando un tomo programmatico di 289 o giù di li pagine (di cui si mormora che abbia causato più casi di catalessi della leggendaria mosca tzè tzè).

Programma oceanico inapplicabile e puntualmente accantonato dopo circa sei mesi per i più pratici 12 punti di Prodi; fondamentali, irrinunciabili e imprescindibili di cui infatti non parla più nessuno neanche a “porta a porta”. Tra l'altro l'accantonamento del malloppo programmatico mi ha fatto riflettere molto sul senso che ha, in questo paese, parlare di programmi politici o se non sia molto meglio chiedere lumi agli esperti di navigazione a vista (magari in barca a vela).

Ora mentre il Presidente del Consiglio e i prodi ministri (chiedo venia per il gioco di parole) cercano di tenersi saldamente incollati alla loro poltrona nonostante le spallate esterne e interne che gli arrivano quotidianamente, i loro alleati politici (dai nemici mi guardo io...) nella frenetica voglia di cambiare le carte in tavola e invertire tendenze elettorali che penalizzano pesantemente la coalizione prima fanno il Partito Democratico (di certo emergenza fondamentale per il nostro paese, altro che legge elettorale e conflitto d'interesse) e poi, come se nulla fosse, presentano il candidato a Presidente del Consiglio del Piddì delle prossime elezioni.

Considerato che quest'ultime, in linea puramente teorica, ci saranno nel 2011, la presentazione del supereroico kennediano di ferro John Fitzgerald Walter Veltroni (Wally per comodità) rappresenta senza alcun dubbio la più precoce discesa in campo di un leader politico in una campagna elettorale.

Ora le cose sono due: o le eminenze grigie del nascente Piddì sanno che fra sei mesi o al massimo fra un anno si torna a votare, o hanno incensato il Wally solo per farlo “impallinare” (non esiste un candidato capace di reggere a 4 anni di campagna elettorale) e toglierlo definitivamente di torno dalla scena politica.

Un analisi razionale non può che propendere per la prima ipotesi, visto anche che tutti i sondaggi vedono nel Wally l'ultimo rappresentante politico del Piddì (e dell'Unione tutta) a non essere totalmente inviso all'elettorato italiano. Si, senza dubbio un minimo di razionalità vorrebbe che l'ipotesi più probabile sia la prima.

Però siamo in Italia e le cose non sono mai scontante, infatti dopo poche ore dal suo discorso possiamo constatare che il tiro al piccione è già cominciato e non da destra com'era prevedibile e scontato ma soprattutto da sinistra. Basta vedere le dichiarazioni di Bertinotti (Presidente della Camera) e Parisi (Ministro dell'Interno).

Rimanendo perplesso di fronte all'ennesimo triste spettacolo offerto dalla politica italiana, ricordo che per quello che riguarda il nostro punto di vista laico, il Wally non promette assolutamente niente di buono (come ho spiegato in questo articolo).


Alessandro Chiometti

12% di interesse? Ma dove trovano tutti quei soldi?
eretic5Volevo documentarmi un po' sulle risorse finanziare di quello stato che ha un reddito pro-capite di 407.095 euro, è stato quindi automatico cadere sullo IOR, controllato dall'oscura A.P.S.A.
(analisi sulla gestione dell'APSA).

Ho così trovato dei dossier molto interessanti che hanno stimolato altre curiosità, tutte legate al fatto che non se ne sente parlare. Chissà perché, (cito dal dossier nr. 2)
maggiori informazioni riguardo lo IOR possono essere raccolte dalle cause civili e penali.

Curiosa anche questa ridefinizione dell'usura:

I Patti Lateranensi nel 1929 riconoscono Città del Vaticano come uno Stato indipendente e includono una ridefinizione dell'usura, che non è più il prestito di denaro ad interesse, ma il prestito di denaro ad interessi che consentono profitti esorbitanti.

Come a dire che l'usura viene depenalizzata (o de-peccati-lizzata?) perché se ne possa fare largo uso.

Ma veniamo ai dossier.
  1. Come governi, banchieri, servizi segreti, logge massoniche, il Vaticano e la mafia influenzarono la politica internazionale degli anni '70 e '80 - I Banchieri Di Dio: Il Caso Calvi, scritto da Armenia Balducci e Giuseppe Ferrara, diretto da Giuseppe Ferrara (Di Marc Wells, 2 marzo 2006)

  2. Il caso IOR (Di www.disinformazione.it) e il dettagliato riepiologo di Curzio Maltese sulle varie vicende che lo vedono coinvolto

  3. Inchieste sul "Patrimonio di Pietro" (Di RadioRadicale)

  4. "The Vatican has large investments with the Rothschilds of Britain, France and America, with the Hambros Bank, with the Credit Suisse in London and Zurich. In the United States it has large investments with the Morgan Bank, the Chase-Manhattan Bank, the First National Bank of New York, the Bankers Trust Company, and others. The Vatican has billions of shares in the most powerful international corporations such as Gulf Oil, Shell, General Motors, Bethlehem Steel, General Electric, International Business Machines, T.W.A., etc. At a conservative estimate, these amount to more than 500 million dollars in the U.S.A. alone (Da THE VATICAN BILLIONS by Avro Manhattan, I II III IV V VI VII VIII IX X XI)

  5. Ufficialmente il patrimonio che l’APSA gestirebbe si aggira sui 700/ 800 milioni di euro, ma la cifra non sarebbe completa visto che il Vaticano non è in grado a tutt’oggi di sapere a quanto ammontano i suoi possedimenti e le sue enormi proprietà immobiliari, pur avendo avviato una verifica nel 2001, ma che stranamente, non è mai giunta ad una conclusione. [...] Tra le altre cose, non è soggetta a controlli internazionali, come il meccanismo di trasferimento di denaro e fondi, non è soggetta a nessuna legge anti-riciclaggio e non incorre in nessuna sanzione, né penale né amministrativa, questo gli consente di movimentare somme di denaro sconosciute agli uffici tributari di tutto il mondo (dossier a cura di Radio Città Aperta - www.radiocittaperta.it APSA E IOR. I PILASTRI ECONOMICI E FINANZIARI DEL VATICANO)

  6. Il Vaticano possiede il 20% dei beni immobili italiani / Proprietà del Vaticano / San Mattone (di Sandro Orlando)

  7. I conti della Chiesa ecco quanto ci costa (La repubblica del 28 settembre 2007) & Dove finisce l'otto per mille segreto da un miliardo di euro (La repubblica del 3 ottobre 2007, dal sito dei Radicali)

  8. Intervista a Ferruccio Pinotti, in merito al suo libro "Poteri forti" (da GlobalProject.info)

  9. L'APSA e i fondi neri del Vaticano (Indymedia piemonte)

  10. Turismo religioso: Speciale su S.Giovanni Rotondo (di Veronica Addazio su MondoInTasca.org), Turisti nel nome di Dio (di Curzio Maltese su La repubblica), Turismo religioso a pieni giri (di Daniele Barzaghi/Daniela Dominici su IlSole24Ore)

Al di là della complessità degli intrecci, della assoluta freddezza dello stato maggiore vaticano che emerge dalla cronaca dei fatti (non certamente ultimo per importanza lo scandalo del Crimen Sollecitationis), ci si rende conto come questa multinazionale si differenzi fondamentalmente dalle sue omologhe: da un lato lo scopo di una multinazionale è essenzialmente quello di produrre profitto, agendo all'interno del tessuto societario e influenzandolo ove possibile a proprio vantaggio, dall'altro rimane sempre sottomessa alle leggi degli stati in cui opera, soggetta all'influenza dell'opinione pubblica e spesso destinata a vita limitata nel tempo. Il Vaticano, pur avendo le caratteristiche economiche di una multinazionale risulta agire indipendentemente delle leggi degli stati, influenzando la vita e l'opinione pubblica di tali stati e non sembra certo essere destinato a una vita breve.

Ma a chi giova alimentare questa multinazionale così potente?
C’è da chiedersi quale sia il ritorno dell’immensa spesa economica sopportata dal popolo italiano.


Massimiliano Brasile


Una possibile bibliografia

(work in progress: ultimo aggiornamento 27 gennaio 2008)
Il rospo in gola che non va giù
Ci ho provato a far finta di niente, lo giuro.

Ci ho provato con tutte le mie forze, ho evitato di commentare per più di una settimana, ignorando quelle parole, quell'uomo, quei fatti.

Ma quando il rospo in gola continuare a permanere nonostante gli sforzi di deglutizione si deve sputare fuori.

Il fatto: Priebke, il boia delle ardeatine responsabile diretto dell'uccisione di 300 civili innocenti condannato dopo 50 anni di latitanza all'ergastolo convertito in arresti domiciliari per motivi di salute, riceve dalla "giustizia" italiana il permesso di andare a lavorare (in motorino fra l'altro).

Il nostro ministro della "giustizia", Clemente Mastella (esponente di punta del movimento teo-dem, molto teo e poco dem in realtà) per esternare la sua "disapprovazione" ha la brillante idea di dichiarare che "SE FOSSI EBREO NON SAREI CONTENTO".

Un modo per dire che dato che non è ebreo non glie ne potrebbe fregar di meno, come ha sottolineato Portelli su "il manifesto", uno dei pochissimi giornali che ha fatto risaltare lo strafalcione del ministro.

A prescindere dalla constatazione del fatto che il ministro evidentemente ignora che i 300 morti delle ardeatine non erano ebrei (ma chi se ne frega?), io mi chiedo com'è possibile che c'è ancora qualcuno che pensa che per indignarsi degli orrori del nazismo si debba essere ebrei, o comunque appartenere ad una "razza" o una categoria da essi perseguitata.

Le cose sono due. O la concessione del permesso per lavorare è legittimo e quindi, il guardasigilli aveva il DOVERE di difendere la magistratura, oppure non era legittima e quindi ci si deve dichiarare indignati (se si deve per forza dichiarare qualcosa) e subito dopo adoperarsi perché le cose vengano sistemate (dato che occupando quel ruolo si hanno tutte le possibilità per farlo).

Ma soprattutto non si deve essere indignati se siamo ebrei, si deve essere indignati come ESSERI UMANI. Punto e basta. E questo perché la Shoah è stato un crimine contro l'umanità, non contro gli ebrei.

E se questo non è chiaro nemmeno alle istituzioni poi è inutile cadere dalle nuvole di fronte ai rigurgiti nazisti che portano centinaia di svastiche in piazza. È inutile, dopo, chiedersi "ma com'è possibile?".

I problemi nascono qui. Dalla mancanza di memoria. Dalla mancanza di coscienza di appartenere tutti allo stesso unico genere umano.

Ripeto. La cosa ancora più grave quando queste dimenticanze vengono da chi ricopre cariche istituzionali.

Alessandro Chiometti

by civiltalaica | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:alessandro chiometti
A wonderful saturday…
Gay Pride Roma 2007Non ero mai stata ad un Gay Pride. Infatti, pur avendo da sempre sostenuto la causa degli omosessuali per ragioni sia di etica personale che di “logica democratica”, fino a sabato 16 giugno non avrei potuto affermare di sentirmi coinvolta, sotto il profilo emotivo, dalle loro istanze politiche sociali.

Ma trascorrere un pomeriggio in mezzo a loro è stata un’altra cosa… Non soltanto perché ciò che traspariva in modo eclatante era il semplice desiderio, puro e sacrosanto, di vivere i propri sentimenti secondo “madre natura”, che da che mondo è mondo è stata sempre versatile; e neppure perché è stata una gran bella festa, allegra, coinvolgente, piena di musica e colore; ma soprattutto in quanto ciò che si respirava nell’aria era un enorme bisogno di comunicare, di aprirsi agli altri, di fare festa insieme. Tutti insieme! Non era un party per pochi eletti, non era un’esibizione di santità, non era un qualcosa di statico che si avvita su se stesso dove le parole sono sempre le solite da anni ed anni, ormai incapaci di trasmettere qualunque genere di emozione.

Non credo che siamo nati per rimanere fermi e tanto meno per chiuderci nei ghetti.

In molti lo hanno capito perché al Gay Pride c’era un’infinità di gente, di ogni sorta e specie, di ogni età ed estrazione ed anche tante, tante famiglie. Famiglie regolarmente sposate e famiglie non sposate che vorrebbero diventare regolari, singoli partecipanti venuti da ogni parte d’Italia, gruppi di colleghi, studenti, turisti.

Perché il 12 maggio scorso in quella stessa piazza c’erano soltanto le gite della Parrocchietta…?

Perché i Cattolici non hanno invitato anche i gay al loro raduno e i gay invece hanno invitato anche i Cattolici…?

Non lasciamo che siano i più incivili a dettare legge… Che poi la legge dovrebbe essere “uguale per tutti”, mi sembra di ricordare…


Raffaela Trequattrini
by civiltalaica | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:attualità, raffaela trequattrini
Il Vaticano non perde il pelo figuriamoci il vizio!
La notizia è di quelle che andrebbe commentata dal grande capo Estiqaatsi (per chi non lo conosce diciamo che rientra nella categoria "e chi se ne frega?"), se non fossimo in Italia; paese in cui ogni esternazione del porporato di turno può portare conseguenze sociali di non poco conto.

Il fatto: nell'ambito del progetto "Mai più violenza sulle donne", che ha rivelato la drammatica realtà di tantissime donne e bambine, Amnesty International chiede la fine della repressione penale contro le donne che hanno abortito e il diritto all'aborto per le donne vittime di violenze sessuali o incesto oppure minacciate nella loro salute.

Ovviamente per i bigotti questo è un peccato mortale e il porporato Martino afferma che "conseguenza inevitabile di tale decisione (oltre all'inferno, of course nda) sarà la sospensione di ogni finanziamento ad Amnesty da parte delle organizzazioni ed anche dei singoli cattolici".

Ora dato che i soldi dati dal Vaticano ad Amnesty ammontano all'enorme somma di 0 euro (come del resto ricorda il responsabile di A.I. che dichiara "non abbiamo mai ricevuto denaro dal Vaticano o da organi che dipendono dalla Chiesa cattolica. Proprio a garanzia dell'indipendenza dell'organizzazione lo statuto esclude la possibilità di ricevere fondi da governi, confessioni religiose, enti di qualsiasi genere"), si può ricondurre la fuoriuscita porporata in un invito ai singoli cattolici che stanno compilando il 730 in questi giorni a non dare ad Amnesty il 5 per mille dell'Irpef.

Ovvero: tu mi hai fatto uno sgarro? Faccio in modo che riceverai meno fondi.

Atteggiamento non nuovo da parte dei bigotti oltreteverini, già nel '96 fa il Vaticano si distinse agli occhi dell'opinione pubblica mondiale per la sua sospensione del contributo all'unicef rea di aver pubblicato un manuale sui contraccettivi post coitum.

Come sempre il primo pensiero dei porporati corre sempre alle finanze. Non solo le proprie, purtroppo.

Non voglio neanche entrare in merito al discorso sull'aborto di per se, paragonato nel corso degli anni alla shoah, alla mafia, ai genocidi eccetera eccetera. Chi dopo trent'anni di verifica sul campo degli effetti della legge 194 non si rende conto che questa non solo ha permesso alle donne di non morire più a causa degli effetti degli aborti clandestini compiuti dalle varie mammane ma ha anche comportato il dimezzamento dei casi di aborto di per se; può essere solo in malafede o accecato da una fede mala-ta che lo fa preoccupare di difendere i propri dogmi e non di difendere la vita delle persone.

Alessandro Chiometti

Continuate così!

Sono finalmente cessate le polemiche intorno al documentario "Sex Crimes and the Vatican" (link alternativo, altro link alternativo, altri link, in italiano completo parte1 parte2 parte3 parte4) che ha denunciato i crimini di pedofilia commessi da numerosi preti cattolici in tutto il mondo.

Sono finalmente cessate perché, probabilmente, anche oltretevere si sono resi conto che a forza di gridare "Menzogna! Calunnia! Spazzatura!" prima o poi avrebbero dovuto provare il fatto che le accuse mosse da O'Gorman fossero effettivamente delle calunnie.

E questo è francamente impossibile dato che sono tutti fatti accertati: ad esempio il fatto che esistano dei preti pedofili che si sono macchiati di questi reati (dei delinquenti come ammesso pubblicamente da Mons. Fisichella), o il fatto che la "Crimen Sollecitationis" (originale in latino) prevedesse la scomunica per chi non rispettasse il silenzio nei casi di abusi sessuali da parte di prelati, o il fatto che nel 2001 l'allora cardinale Ratzinger abbia scritto una lettera riservata a quattromila vescovi nei quali ricordava a tutti che detta Crimen Sollicitationis era ancora in vigore.

Tutti fatti accertati quindi che Mons. Fisichella si è guardato bene dallo smentire (nonostante abbia provato a mischiare le carte accusando i suoi interlocutori di non sapere il latino, di raccontare barzellette, o di infangare la chiesa cattolica per partito preso a seconda di quel che gli veniva più comodo al momento), quindi cosa rimane di falso nel filmato della BBC?

Assolutamente niente, è tutto vero e la piaga della pedofilia è ben lungi da essere sradicata dalla chiesa cattolica. Purtroppo aggiungo, visto che stiamo parlando di una realtà cosi importante.

Del resto, la cosa più sconvolgente andata in onda su Annozero giovedì scorso non si trovava all'interno del documentario, ma è andata in onda in diretta. Sto parlando delle toccanti testimonianze di due donne e due uomini che hanno raccontato di come in Toscana tale Don Cantini, priore di una comunità molto nota ed importante, abbia abusato di loro più e più volte e di come loro RIVOLGENDOSI SEMPRE INTERNAMENTE ALLA CHIESA abbiano ottenuto solo dopo dieci anni il (magro) risultato di vederlo spostato in un'altra diocesi dove ha continuato ad abusare di giovanissimi e dopo vent'anni ANCORA stanno aspettando che la chiesa inizi un processo INTERNO.

Dopo aver ascoltato queste quattro terribili testimonianze il conduttore Santoro ha dato la parola a Mons. Fisichella, dicendogli "allora monsignore, cosa vuole rispondere a queste persone?" e lui dopo venti secondi di imbarazzato silenzio ha pronunciato due fatidiche parole... "continuate così".

CONTINUATE COSÌ. Questo è tutto quello che ha saputo dirgli.

Davvero Monsignore, è un po pochino... anzi è davvero troppo poco... soprattutto per essere glorificato come "monsignor coraggio" il giorno dopo dai soliti giornalisti più papisti del papa.

Altro che coraggio... a giudicare dal suo atteggiamento questo scandalo vi stà facendo morire di paura. Avete così paura da non riuscire a capire che forse ammettere le colpe della propria organizzazione è l'unica cosa che riuscirebbe a farvi riacquistare un po' di terreno.

Chiedere scusa, e ammettere i propri errori è una dimostrazione di forza. Ma è proprio questo il punto, oggi la chiesa non ha la forza per fare questo semplice gesto. E non ha la forza perché ha paura.

Allora "continuate così" lo dico io a lei Mons. Fisichella. Continuate così, fatevi del male.

 

Alessandro Chiometti

Cosa sarebbe successo se...
È consuetudine nei fumetti americani pubblicare saltuariamente una storia "what if", ovvero mostrare ai lettori cosa sarebbe successo se, in vari punti delle loro interminabili saghe, i protagonisti avessero fatto delle scelte diverse.

Senza dubbio un esercizio di stile interessante per quanto fine a se stesso.

Oggi, ispirato da un particolare evento di cui parlerò in un secondo momento, voglio provare anch'io questo esercizio di stile.

Allora proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo se, noi (intendo l'Associazione Culturale Civiltà Laica) a Dicembre del 2006 invece di organizzare un incontro chiamato "Esiste una questione islamica?" avessimo optato per chiamarlo "In Italia il problema non è l'Islam ma il Cattolicesimo".

Probabilmente, nel momento in cui cominciavamo a distribuire i volantini per pubblicizzarlo avremmo raccolto insulti e minacce. Sicuramente ci sarebbero state delle denunce per diffamazione della religione cattolica, probabilmente io in prima persona (come presidente dell'associazione) sarei dovuto comparire in tribunale e rispondere personalmente delle offese subite dai cittadini cattolici della nostra città. I consiglieri comunali cattolici avrebbero chiesto pubblicamente di escludere l'Associazione Civiltà Laica da ogni sostentamento comunale e di impedirci di accedere alle sale convenzionate con il comune.

Le stesse cose sarebbero successe se, tanto per fare un esempio, invece di organizzare la bellissima mostra dei disegni di Maurizio Di Bona su Giordano Bruno, avessimo organizzato una provocatoria "esposizione di disegni anticattolici".

E chissà che putiferio se invece di organizzare un dibattito dal titolo "Il Codice da Vinci e/o Karlheinz Deschner" l'avessimo chiamato "altro che Codice da Vinci, è la Bibbia che dice cavolate!".

Ma tant'è, noi abbiamo scelto un nome per la nostra associazione (Civiltà Laica per l'appunto) che vuole sottolineare oltre al nostro impegno per la laicità dello stato (e quindi il nostro carattere anticlericale) la nostra CIVILTÀ. Ovvero il nostro impegno anche a rispettare coloro che sono cattolici e che COMUNQUE rappresentano la maggioranza del nostro paese (lasciando da parte le considerazioni sul cattolicesimo fai da te).

Ora, a parte quelle persone che si offendono a prescindere (quando ci si scontra con gli assolutismi dogmatici è impossibile non incontrarle), posso affermare tranquillamente che il nostro intento iniziale è ampiamente riuscito.

Ma veniamo al dunque... ieri a Terni (Mercoledì 6 Maggio 2007) si è svolto un incontro organizzato dall'Istess (istituto di studi teologici e storico sociali) dal titolo "LAICITÀ: PROBLEMA O SOLUZIONE?".

Cosa succederà ora che i ferventi cattolici dell'Istess hanno avuto l'impunità di definire noi laici un problema per il nostro paese?

Ovviamente niente.

Perché noi laici siamo per l'appunto civili e non ci mettiamo a strillare di lesa maestà, offese, oltraggi, mancanza di rispetto verso i principi dello stato per una semplice espressione del proprio pensiero.

Quindi l'Istess continuerà ad organizzare i suoi bellissimi incontri (che per inciso mostrano fin dal titolo la loro predisposizione al dialogo con noi laici) senza interrogazioni al consiglio comunale, senza subire linciaggi mediatici, senza laici arrabiati che vanno per le strade a stracciare le locandine e ovviamente senza la mia partecipazione (come spettatore intendo, ci mancherebbe altro che mi/ci invitino). Scusate la mia "chiusura" ma una associazione che organizza un incontro del genere non penso abbia da dirmi alcunché di interessante.

Non so cosa abbiano concluso i cattolici dell'Istess al termine del loro incontro, se si sono rassegnati al fatto che la Laicità, in Italia, è la soluzione almeno dal 1948 oppure hanno deciso di tentare di sovvertire le leggi dello Stato italiano per restituirlo al diretto controllo del Papa... però voglio cogliere comunque un aspetto positivo della faccenda.

Se hanno concluso che la laicità per loro è un (o forse IL) problema, spero proprio non abbiano più l'impudenza di definirsi laici. Del resto ci sono le parole giuste, che le usino: teo-con, teo-dem, papisti, clericali, integralisti, fondamentalisti... hanno solo l'imbarazzo della scelta.



Alessandro Chiometti


Apertura blog di Civiltà Laica
Benvenuto al blog di Civilta Laica spazio di scambio libero di opinioni e comunicazioni delle attività dell'associazione.

Per avere un'idea degli scopi dell'asociazione riportiamo un estratto del nostro statuto:

L'Associazione Culturale Civiltà Laica si propone i seguenti scopi generali:

1) Difesa della laicità dello Stato Italiano promuovendo azioni per l'abolizione di ogni privilegio accordato a qualsiasi religione e contro le discriminazioni giuridiche e di fatto, aperte e subdole, subite da atei, agnostici, non aderenti ad alcuna confessione religiosa, credenti e non credenti.

2) Sostegno alle istanze pluralistiche nella divulgazione delle concezioni razionaliste e non dogmatiche del mondo e nel confronto fra di esse, opponendosi all'intolleranza, alla discriminazione e alla prevaricazione e ad ogni forma di integralismo religioso ed ideologico;

3) Sostegno ad ogni iniziativa volta a promuovere la conoscenza e l'applicazione della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo emanata dall'ONU il 10 Dicembre del 1948, dei trattati e delle convenzione successive ad essa;

4) Promozione della libertà di pensiero e del pensiero critico, della conoscenza delle teorie atee e agnostiche e di ogni concezione razionale e non confessionale del mondo, della vita e dell'uomo;

5) L'Associazione Culturale Civiltà Laica ha intenzione di discutere, sia al suo interno sia con interlocutori esterni, di ogni tematica che possa risultare di interesse per i suoi soci;

6) Costituire un archivio delle pubblicazioni e del materiale che l'associazione realizza, promuove, raccoglie attraverso le attività dei suoi soci nei campi culturale, artistico, musicale, scientifico o comunque permesse dal presente statuto e patrocinate dall'associazione;

7) Le attività dell'associazione si rivolgeranno all'impegno sociale attraverso tutte le iniziative ritenute utili per la realizzazione dei punti precedenti. L'Associazione Culturale Civiltà Laica intende perseguire gli scopi sopra elencati senza ricorrere a nessun tipo di violenza, né fisica né verbale, e non consente quindi a nessuno, per nessun motivo, di compiere azioni violente in suo nome.

L'Associazione Culturale Civiltà Laica intende perseguire gli scopi sopra elencati senza ricorrere a nessun tipo di violenza, né fisica né verbale, e non consente quindi a nessuno, per nessun motivo, di compiere azioni violente in suo nome.