Nessuno tocchi Abele?

La nota associazione "nessuno tocchi Caino" ha contribuito a rendere famosa una frase del Genesi ove appunto Caino, che secondo il mito uccise il fratello Abele, fu "tatuato" con dei segni che ne dovevano garantire la riconoscibilità e di conseguenza una sorta di "immunità", che molti interpretano come un divieto biblico di condannare a morte gli assassini.
Che non è così lo si evince, se non altro, dal fatto che la pena di morte è non solo concessa ma addirittura ordinata in tutto l'Antico Testamento, sebbene nel Genesi non abbiamo ancora il regime legale mosaico. Abbiamo però il diluvio, presentato come uno sterminio voluto da una volontà divina in vena di drastiche punizioni.
Può essere interessante vedere come nasce il mito di Abele e Caino. La critica storica ha ormai stabilito che il Genesi non sia un libro originale, ma sia una raccolta di tradizioni orali effettuata intorno al 1000 a.c. per ordine di Davide.
Gli ebrei prendono origine da tribù nomadi dedite alla pastorizia, spesso predoni. Essi costituirono come è noto un Regno autonomo nella terra di Canaan, odierna Palestina, da loro considerata una terra data in concessione direttamente dalla loro divinità.
Circondati da popoli di alte tradizioni culturali, ovviamente gli ebrei sentirono immediatamente il bisogno di dotarsi di scritture sacre. Nacque così il Genesi, ottenuto scopiazzando qua e là dalle mitologie dei popoli vicini. Non a caso, ritroviamo il racconto del diluvio nei testi babilonesi, con delle piccole differenze (Noè si chiama Utnapistim, la durata del diluvio è diversa, ecc. ecc.)
Anche il racconto della creazione è babilonese, con l'unica differenza che i giorni sono 10 anziché 7. Meno male: grazie agli ebrei abbiamo un giorno festivo ogni 7!
Anche il racconto di Abele e Caino era preesistente, come del resto quello di Adamo ed Eva, essendo dei miti sumeri. Peraltro anche il Genesi afferma che lo scenario di queste vicende si trova fra il Tigri e l'Eufrate, cioè il paese di Sumer, attuale Iraq.
Nel racconto sumero, il "cattivo" era Abele. Perché il racconto ebraico capovolge le parti? Perché gli ebrei, essendo pastori, si identificavano con il pastore Abele (simbolo di tutti i pastori). Caino rappresentava invece i contadini. Abele che uccide Caino, o viceversa, significa che contadini e pastori erano rivali e spesso tendevano all'odio omicida.
Ancora oggi, nonostante i tempi moderni, accade che i pastori incendino le foreste per avere più pascolo.
I sumeri con questo mito volevano semplicemente ricordare che innumerevoli volte i contadini erano vittima delle incursioni dei pastori nomadi.
Date le notevoli lotte fratricide fra contadini e pastori, il Genesi raccoglie in forma mitologica l'idea secondo la quale nacque un primo rudimentale criterio per prevenire questi logoranti scrontri: tutti si sarebbero dotati di tatuaggi e segni, secondo un apposito codice, per rappresentare la propria tribù, il proprio clan.
Ancora oggi i nativi africani che vivono in modo primitivo, usano fare queste incisioni nella pelle del volto e del corpo, come segni di appartenenza ad una ben precisa identità tribale.
"Nessuno tocchi Caino" esprime quindi in forma mitologica una prassi corrispondente ad un primitivo codice di comportamento secondo il quale, se l'avversario era "imparentato" in qualche modo, doveva essere rispettato, sia esso pastore o contadino. Ciò poteva prevenire, almeno in parte, un certo numero di aggressioni.
Non si tratta di un divieto assoluto di uccidere, ma è come se si dicesse "non uccidere i membri del tuo clan". Solo più tardi la legislazione mosaica vietò l'omicidio, attribuendo però al tempo stesso ai sacerdoti il potere di condannare a morte coloro che non rispettavano la Legge di Mosè, oggi nota come i "10 comandamenti".
All'epoca, anche lavorare di sabato poteva comportare la lapidazione.
Quindi, citare una frase dell'Antico Testamento per sostenere il rispetto della vita umana, è quasi come se si prendesse spunto dal libro "mein kampf" di Adolf Hitler per sostenere il diritto alla vita.
"Nessuno tocchi Caino" è un motto che, secondo il significato originario, rispetta solo la vita dei propri consanguinei, ma questa regola la applicano anche i mafiosi. Tra l'altro riguarda il comportamento dei singoli, non degli Stati.


Dr. Luigi M. Nicolai

Ah, la divina provvidenza!
Ci voleva proprio un po' di ossigeno per la malconcia Chiesa Cattolica ridottasi a benedire i fedeli con il gesto dell'ombrello (vedi comportamento di Don Gelmini).

Un provvidenziale errore umano (divinamente aiutato? non sta a noi laici dirlo, sono loro a sostenere che è onnipotente) ha trasformato in disgrazia una già difficile e non consueta pratica di aborto terapeutico selettivo in una gravidanza gemellare, e i vecchi tromboni arrugginiti hanno ricominciato a (s)parlare di eugenetica.

Non c'è altro da aspettarsi da chi (come ho avuto già modo di scrivere) vive ritirandosi nel proprio mondo immaginario fatto di madonne grondanti sangue e santi con le stigmate nel punto anatomico sbagliato, ignora volutamente che la legge sull'aborto ha fatto diminuire il numero di aborti (leggi "ha aumentato il numero delle nascite") e salvato tantissime vite umane sottratte alle mammane.

E dagli a  parlare di diritto divino che non esiste in quanto indimostrabile e di diritti degli embrioni che annullano quelli delle persone.

Il dialogo con chi è pesantemente in malafede è quanto mai improponibile e questa ne è l'ulteriore riconferma.

Spero  solo che i politici nostrani non si lascino travolgere da questa ventata integralista e fondamentalista e difendano una delle poche leggi che funzionano (com'è dimostrato che funziona) del nostro stato.

Speranze vane?

 

Alessandro Chiometti

 

p.s. evito volutamente di commentare la notizia di per sé, perché anche pensare di ridiscutere la legge sull'aborto per un errore umano è assolutamente ridicolo.
ben ritrovati

Dopo una settimana di pausa estiva (capita anche a noi di riposarci, seppur di rado) riprenderemo presto gli aggiornamenti del blog.

Non temete che non vi lasciamo soli

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i vizietti...

che strane analogie

Cia e Vaticano ritoccano Wikipedia

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Odifreddi aveva ragione?
Partiamo da un punto fermo e innegabile, difendere il Vaticano è oggi obiettivamente difficile.

Detto questo, non è giustificato l'atteggiamento di chi per difenderlo ad ogni costo sparla e sproloquia di qualunque argomento ottenendo l'effetto esattamente contrario.

L'intervista al sig. Messori (da Piergiorgio Odifreddi in passato definito "idiot savant") rientra in questa casistica... da esaminare nel dettaglio per verificare il livello di assurdità raggiunto.
 
Esaminiamola nel dettaglio:

 
Vittorio Messori, lei è coautore di Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger: qual è, da ascoltato frequentatore dei Sacri Palazzi, la sua idea sugli scandali sessuali nella Chiesa dopo gli ultimi casi giudiziari di don Gelmini e dei sacerdoti ricattati a Torino? «Un uomo di Chiesa fa del bene e talvolta cade in tentazione? E allora? Se fosse così per don Pierino Gelmini, se ogni tanto avesse toccato qualche ragazzo ma di questi ragazzi ne avesse salvati migliaia, e allora? La Chiesa ha beatificato un prete denunciato a ripetizione perché ai giardini pubblici si mostrava nudo alle mamme. Queste storie sono il riconoscimento della debolezza umana che fa parte della grandezza del Vangelo. Gesù dice di non essere venuto per i sani, ma per i peccatori. E' il realismo della Chiesa: c'è chi non si sa fermare davanti agli spaghetti all'amatriciana, chi non sa esimersi dal fare il puttaniere e chi, senza averlo cercato, ha pulsioni omosessuali. E poi su quali basi la giustizia umana santifica l'omosessualità e demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia d'età?»


Allora, le cose sono due o il Messori era sotto l'effetto di qualche psicofarmaco che l'ha reso temporaneamente incapace d'intendere e di volere o aveva ragione Odifreddi.

Chi stabilisce la differenza fra omossessualità e pedofilia? Ma siamo letteralmente impazziti? Ma ha mai sentito parlare di diritti umani e dei diritti dei bambini o per tutta la vita ha pensato solo a scrivere del miracolo del miracoli di un arto di 500 anni fa che non si ritrova? Ma dove vive il "signor" Messori? Forse a casa sua sarà normale importunare ragazzini, ma per mille fulmini STIAMO PARLANDO DI UN REATO PENALE GRAVISSIMO, SVEGLIA MESSORI CHE LA GUERRA È FINITA E PURE IL MEDIOEVO!!!!!!!!!

La chiesa ha santificato uno che si mostrava nudo alle mamme? Ma è sicuro di dire quel che dice? Lo sa che queste affermazioni potranno essere usate contro di lei un giorno? Ci può fare anche nome e cognome? Ah no... per la santa privacy... immaginavo!

Resta il fatto che per bocca del Messori, assiduo ed ascoltato frequentatore dei sacri palazzi, oggi sappiamo che la chiesa santifica MOLTI maniaci sessuali. Bene, anzi male. E poi dice che uno diventa anticlericale... ma continuiamo!!

 
Perché scoppiano adesso questi scandali?
«In America è stata assolta la maggior parte delle diocesi che invece di patteggiare hanno tenuto duro e sono arrivate in giudizio. Però è innegabile che oggi nella Chiesa la castità fa problema. Sul piano umano è disumana. Si resta casti solo se si ha fede salda, fiducia nella vita eterna. Il deficit non organizzativo, ma di fede. E non si risolve abolendo il celibato ecclesiastico perché l'80% sono casi gay. Deviazioni sessuali di preti che mettono le mani addosso agli uomini e ai ragazzini. La caduta della fede e la rivoluzione sessuale accrescono il problema. Chi è causa del suo mal pianga se stesso: sono stati eliminati i controlli per ammettere in seminario pure gli effeminati il cui sogno era stare in mezzo agli uomini».

 
A parte il fatto che il "signor" Messori evita di dare dati precisi (QUANTE diocesi sono andate in fondo? Una? Due? Cento? Mille? E poi che vuol dire "la maggiorparte"? Quante diocesi sono state condannate in via definitiva? Ah, ma forse oggi il "signor" Messori è un relativista, come ha dimostrato con la frase sulla pedofilia, e queste quisquilie non contano... non più dei pedofili salvati dal Vaticano dalla giustizia americana comunque) e a parte il fatto che chi patteggia in genere lo fa per evitare pene più severe in giudizio finale (e lasciamo stare le altre penose giustificazioni fornite dal Messori) quello che non è chiaro è cosa invoca il Messori. Insomma, l'omossesualità è condannata dal Vaticano o no? Se è condannata perchè ci sono tanti gay in seminario? Più controlli? Ma di che tipo "signor" Messori? La buttiamo sul pornografico? Verifichiamo quand'è che qualcuno ha un erezione?

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, appunto! Si rilegga e pianga "signor" Messori.


Le comunità antidroga sono terra di nessuno?
«La Chiesa deve tappare i buchi della società laica. I preti antidroga nessuno li controlla, sfuggono alla sorveglianza dei vescovi e dei superiori perché diventano superstar, con i rispettivi supporter politici. E così c'è lo schieramento dei buoni samaritani di destra e di quelli di sinistra, don Ciotti contro don Gelmini. I preti di Torino sono finiti nella rete dell'estorsione perché si è inventato il concetto ipocrita di pedofilia. Così un ricattatore senza arte né parte campa con la minaccia di far esplodere uno scandalo. Una volta ricattavano i notai con l'amante, oggi la categoria più esposta è il prete gay».
 

Lasciamo perdere le facili battute su quali buchi si sono preoccupati di tappare, e ricordiamo che la "società laica" come la definisce il Messori sta FATICOSAMENTE riempendo le voragini immense lasciate da due millenni di potere assoluto del cristianesimo che ha fatto sprofondare l'Europa in un medioevo i cui effetti si vedono ancora oggi (superstizioni, malocchi, torture agli animali etc.). Ma a parte questo, quello che stupisce del "signor" Messori è come evidentemente si preoccupi di difendere le sue simpatie politiche e metta sullo stesso piano Don Gelmini e Don Ciotti come se qualcuno avesse querelato ANCHE quet'ultimo.

Ma non si vergogna neanche un po'? Ma che c'entrano destra e sinistra "signor" Messori? Stiamo parlando di un prete, Don Gelmini, accusato di molestie sessuali... lasci in pace chi ha sempre fatto il suo lavoro onestamente. Se domani ci sarà qualcuno che accuserà Don Ciotti ne parleremo, ma che sia lei a fare di tutta l'erba un fascio (littorio) proprio non me l'aspettavo.

Sorvoliamo sulla maggiorparte del resto (di materiale da analizzare in quest'intervista c'è ne a bizzeffe), e concludiamo con il delirio finale...
 

Un business, come dice Bertone?
«Sì. Negli Usa gli avvocati mettono cartelli per strada: "Vuoi diventare milionario? Manda tuo figlio un anno in seminario e poi passa da noi". Le diocesi sono facilmente ricattabili, preferiscono pagare anche se innocenti. Temono un danno d'immagine. E l'inquinamento riguarda anche noi. Il politicamente corretto sta prendendo campo anche nel cattolicesimo italiano. E i risultati si vedono, purtroppo».

E siamo alle solite, il rigiramento della frittata... ci sono stati migliaia di casi, giudiziariamente accertati, che hanno visto giovani ragazzini VIOLENTATI da preti? Tanto peggio, per il Messori quei casi non esistono, esistono invece quelli che ricattano i poveri preti minacciandoli di querelarli per estorcergli denaro. Il ribaltamento della realtà, come ne più classico di ogni delirio di un uomo chiamato a   difendere l'indifendibile.
 
Eh... caro Odifreddi, ti avevo malgiudicato quando avevo letto il tuo "idiot savant" sul Messori, avevo pensato che fossi un tipo dall'insulto facile... ma ora....
 

                                                                                Alessandro Chiometti


Altri contributi sulla vicenda
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Per darvi un'anticipazione dei prossimi incontri (ovviamente imprevisti esclusi) dovremmo organizzare a Terni il seguente programma:

Ottobre: I diritti degli animali

Novembre : Giordano Bruno intervista Che Guevara (ovviamente all'inferno) in collaborazione nonché con la partecipazione di Roberto Massari

Dicembre: La storicità della figura del Cristo, incontro con il professor Davide Donnini

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Detto questo un saluto (ovviamente laico), nel periodo di ferragosto ci vedremo senz'altro di meno ma poi saremo qui più combattivi di prima!

A presto e buone vacanze

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W L’Italia e W Riccardo Iacona
C’era da sperare ieri sera di fronte alla TV.

C’era da sperare che tutti i bigotti e i menefreghisti nostrani che con la loro ignoranza e la loro disinformazione hanno costretto il nostro paese a tenersi la catto-talebana legge 40 stessero guardando il programma “W l’Italia” del bravo Riccardo Iacona.

C’era da sperare che assistendo allo scempio generatosi nel nostro paese per causa loro avessero un rigurgito di coscienza che gli facesse dire una buona volta “no, non posso per i miei dogmi morali costringere alla sofferenza così tante persone”.

In realtà il programma non ha mostrato niente che non fosse ampiamente preventivato da tutti coloro che avevano un cervello funzionante e non offuscato dalle fandonie Ratzi-Ruiniane (per la dimostrazione che tutto era prevedibile basta leggere qui, perdonate l’autocitazione).

Coppie costrette a viaggi della speranza all’estero (Spagna, Belgio, Francia Grecia, Turchia), donne bombardate di ormoni e ridotte a mere incubatrici, portatori sani di malattie genetiche come la talassemia che decidono di non avere figli per non correre il rischio di dover abortire, gravidanze trigemellari come se piovessero (con coppie contente di avere tre gemelli sia beninteso... ma sarebbe interessante intervistarle tra una quindicina di anni quando da operai dovranno affrontare le richieste di tre motorini, tre vacanze all’estero, tre giacconi firmati, tre tasse universitarie...i figli sono anche questo... anche se i preti non possono saperlo e farneticano di cristoterapie che risolvono ogni problema).

Insomma c’era da sperare che qualche bigotto aprisse gli occhi e si rendesse conto di quanto ha combinato il suo seguire ciecamente i dettami eccelsiastici.

Speranze puntualmente svanite di fronte all’immancabile e-mail del deputato catto-talebano Gian Luca Volontè che di fronte a decine di testimonianze riproponeva le “solite” accuse a Rai 3 di essere la “solita” mistificatrice della realtà. La realtà, secondo il bigotto, sarebbe che la legge 40 non ha prodotto niente di tutto quello che stavano mostrando ma solo taaaanta felicità. E perché non ci va di persona da quelle famiglie a dirglielo?

La speranza rimane l’ultima a morire, anche se ieri sera è stata pesantemente frustrata dalla Ministra Livia Turco che, visibilmente imbarazzata e imbarazzante, ha mentito a tutti i telespettatori dicendo che poteva far poco per cambiare le linee guida delle legge. Menzogna spudorata che è stata subito sottolineata dai tanti medici presenti in trasmissione.

Evidentemente gli equilibri Ds-Margherita sono molto più importanti della sofferenza di tante persone. E poi, d'altronde, la poltrona di ministro val bene un migliaio di messe e centinaia di leggi catto-talebane.

Da notare il solito vergognoso silenzio dei principiali giornali e dei loro siti web di oggi sulla questione sollevata dalla trasmissione di ieri sera. Ma oramai ricordare il rango di zerbino assunto dalla stragrande maggioranza dei giornalisti italiani è pleonastico. Meglio limitarsi ad un plauso al bravo Riccardo Iacona.


Ci vuole calma e sangue freddo...

Avevo deciso di non commentare la notizia delle accuse rivolte a Don Gelmini. Troppi nervi scoperti e troppo oscura la situazione che è ancora tutta da definirsi.

Purtroppo (e lo dico senza ironia), non posso invece far finta di niente di fronte alla linea scelta dal prelato per la sua difesa mediatica.

Nella foga di dimostrare subito la sua estraneità ai fatti contestati il prete modello della destra italiana si è scagliato contro le categorie che a sua opinione vogliono colpire la chiesa in ogni parte del mondo e in Italia in particolare. I laicisti, i giudici anticlericali, gli ebrei corretti subito con i massoni.

Tralasciamo di approfondire lo sproloquio sulla lobby laicista che oramai salta fuori ogni qualvolta un prete ha un callo che gli duole... ma... Don Gelmini.... “giudici anticlericali”? Ma suvvia, siamo seri... se al giudice Tosti che ha provato a sostenere le ragioni di chi non vuole i crocifissi nelle aule giudiziarie e nei luoghi pubblici è stato praticamente impedito di esercitare.... ma di che giudici anticlericali va cianciando?

Gli Ebrei? Va bene che si è corretto subito... ma si è accorto che ha peggiorato le cose? Suvvia Don Gelmini... i Massoni... ma a che si riferisce? È a conoscenza di lobby deviate come la P2 che influiscono sulla vita sociale? Allora denunci alle autorità competenti non sbraiti sui giornali cose che non può dimostrare... lo sa che c'è la libertà di associazionismo in questo paese e che le massonerie hanno pubblicato tutti gli elenchi dei loro aderenti?

E a proposito, lo sa che colui che faceva parte di logge massoniche deviate (Cav. Silvio Berlusconi tessera P2 1816) lei lo ha fatto applaudire tante volte dai suoi ragazzi e gli ha procurato un congruo numero di voti?

Mi dia retta Don, si rilassi, prenda fiato e rifletta nella pace delle sue (tante) tenute... ed anche se ad accusarla sono solo “due tossici” da lei cacciati come scrivevano con estrema eleganza i suoi amici del “Giornale dell'Umbria”, non è certo colpa di ebrei, massoni e laicisti se questo mondo è così duro. Se la prenda semmai con chi l'ha creato, lei che ci crede.

Alessandro Chiometti

Roseto degli abruzzi, la situazione.

C'è veramente da riflettere su quanto stà succedendo a Roseto degli Abruzzi... le azioni del consigliere comunale che ha "osato" presentare una mozione per il riconoscimento delle coppie conviventi (come hanno già fatto molti altri comuni)  continuano a generare risposte isteriche dei gruppi consiliari di DS e Margherita (che sono attualmente una coppia di fatto ndr) che tentano in ogni modo di salvare capra e cavoli (ovvero di essere sudditi vaticani salvando la faccia davanti ai propri elettori) con comunicati stampa in cui tentano di "rigirare la frittata" come dice Pasquale Avolio nel suo nuovo commento che è riportato di seguito.

Un ottimo esempio della situazione della laicità in Italia (provincia del Vaticano). Per seguire tutta la vicenda nei minimi dettagli non possiamo che segnalare il blog del coraggioso e combattivo consigliere comunale.

redazione[at]civiltalaica.it

Saper girare la frittata non è da tutti

Come in Consiglio comunale così nei comunicati stampa, DS e Margheritavcontinuano nella mistificazione e nell’occultamento delle vere ragioni che li hanno portati alla bocciatura della mozione, dal carattere puramente simbolico, per l’istituzione del registro delle unioni civili.

La prima motivazione della stroncatura della mia proposta in Consiglio fu che essa era strumentale e tendeva a spaccare la maggioranza. In realtà nessuno più del sottoscritto è consapevole della compattezza di questa maggioranza, unita anche di fronte all’improponibile e all’assurdo, e la stessa reazione alla mozione da me presentata non è stata altro che un tentativo di nascondere ciò che è chiaro agli occhi di tutti : questo centrosinistra rosetano dimostra talvolta di non avere nulla di sinistra! E l’esito della votazione ne è stata una chiara prova : DS e Margherita, per non parlare dello SDI-Rosa nel Pugno, pur di salvaguardare il locale patto di alleanza, hanno svenduto la laicità e il riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto solo per opportunismo politico.

Ora, per tentare di salvare la faccia, si adducono inconsistenti e ridicole ragioni formali : ‘mancanza di un quadro normativo certo’, ‘violazione di norme costituzionali’, contrasto con leggi ordinarie, oltre alla repentinità della presentazione della mozione che avrebbe impedito un’opportuna e preliminare riflessione tra i gruppi consiliari…

Nei suoi riferimenti alla Costituzione, l’estensore del comunicato trascura però che il comma 1 dell’art. 29 afferma ‘La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’, ma nulla sancisce e nulla vieta circa il riconoscimento di altre forme di convivenza basate sull’amore e sulla solidarietà. Infatti il riconoscimento di altre unioni non limita o minaccia i diritti già acquisiti della famiglia tradizionale.

Nel comunicato si introduce, pertanto, una pericolosa confusione o contrapposizione tra famiglia tradizionale e unioni di fatto che sono due modelli di convivenza distinti e separati.

Si tralascia ancora di richiamare l’art. 2 della Costituzione che recita ‘La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale’. Tali formazioni sociali possono riconoscersi anche nelle ‘unioni di fatto’, le quali, insieme alla famiglia, hanno come fine comune il pieno sviluppo della personalità dell’individuo e meritano anch’esse tutela.

Appare poi contro ogni evidenza ravvisare nella mozione contraddizioni con il diritto di famiglia : ho fatto riferimento solo a quei benefici e a quelle opportunità previste dall’ordinamento e dall’autonomia comunale e non dalle norme del codice del diritto civile.

Non mi risulta, ancora, che le Regioni ed i civilissimi Comuni che hanno adottato tali registri abbiano avuto problemi di contrasto con la Costituzione o con le leggi ordinarie.

Per quanto concerne la repentinità della presentazione della mozione, faccio presente che essa è stata consegnata nei tempi dovuti e che l’argomento ‘diritti civili e coppie di fatto’ , oltre ad essere presente nel programma del Governo Prodi, è al centro del dibattito politico nazionale da oltre dieci anni. Non voglio pensare che i nostri consiglieri non si tengano informati su questo importante tema!

In riferimento alle accuse circa mie affermazioni ‘volgari e offensive’ nei confronti della città di Roseto, esiste una registrazione del Consiglio comunale del 17 luglio 2007 dalla quale estrapolo e trascrivo questo mio sfogo nel quale è citata per la prima e unica volta la città di Roseto: ‘Quanto accaduto oggi offende Roseto e offre un’immagine avvilente di essa, cioè di una cittadina preda di un’amministrazione arretrata, ottusa ed ostaggio dei Savonarola di turno. Emerge un dato di fatto : questo Consiglio è composto da vecchi; siamo vecchi, portatori di idee sorpassate in un paese invece composto da giovani, con nuove esigenze e nuovi modelli sociali di convivenza’.

L'offesa di cui parlate, ma si trattava invece di un’amara constatazione, era rivolta a quei consiglieri che hanno respinto compatti la mia mozione con un accanimento fatto di argomentazioni deboli e fuorvianti. Sono io ad aver subito ed a subire ancora offese nei  tentativi di squalifica agli occhi dei rosetani. Rimando quindi ai mittenti l’accusa di volgarità disponendo di un differente concetto di volgarità anche in politica : è stato volgare abbandonare il Consiglio comunale il 21giugno; è stato volgare approvare quello sciatto piano-programma del CIRSU; è volgare il disordinato sviluppo urbanistico a Roseto; è volgare temporeggiare intorno ai problemi della città e inondare di chiacchiere coloro che cercano risposte; è più volgare,lo ribadisco ancora,il ricorso alla menzogna per denigrarmi !

Visto che mi si accusa di voler fare ‘il professore’, mi complimento per l’ erudizione esibita, che però contiene un’inesattezza: il mio patronimico non può essere ‘pelide’ e la mia ira (se si confonde l’indignazione con l’ira) non può essere ‘funesta’ ,visto siete tutti  in ottima salute. Di questo francamente sono lieto.


Roseto degli Abruzzi, 02/08/2007

Pasquale Avolio

 Consigliere comunale Movimento Sinistra Democratica

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Sex and drugs and Ave Maria

Certo che le Mele sono un frutto insidioso, da sempre sinonimo di brutte tentazioni…!!!

Lui era tanto buono, tanto pio, tanto devoto…! E’ vero che andava a puttane, ma mica è colpa sua se la cocaina gli fa un certo effetto…!!!

Il problema adesso è Gianfranco Fini, avete presente…? Quel distinto Signore la cui moglie inneggiava al marciapiede quale “maestro di vita”… L’ex (?!?) fascistello che da giovane se la spassava con i picchiatori del FUAN, alcuni dei quali poi evolutisi in brigatisti neri… L’avete inquadrato? Beh… Il nostro intransigente amico, qualche tempo fa ha stabilito che con chi fa uso di droghe ci vuole il pugno di ferro…!!! Giusto!!! Le mele marce vanno eliminate senza tanti complimenti!!! E allora… fuori una!!!

Ma la cosa davvero bizzarra è che questa stessa mela marcia che oggi si becca il pugno di ferro dritto dritto sullo stomaco, era anch’ella una fervente sostenitrice della suddetta intransigenza…

E quando c’è puzza di ipocrisia, come per incanto, ecco che sbucano sempre i Cattolici…

Secondo me la colpa di tutto va attribuita al segretario dell’UDC…

Ma benedetto Pierferdinando, glielo dovevi spiegare ai tuoi colleghi di Partito che “Casini” era il tuo cognome e non un invito…!!!

Raffaela Trequattrini