La Sinistra Arcobaleno ci invita...

.... e come consuetudine posto in anteprima il mio intervento per i lettori del nostro blog.

L'iniziativa si chiama "io ci metto la faccia: 194 per la 194" e si svolgerà domani a Terni per ulteriori informazioni vedi il nostro sito

Lasciatemi iniziare con un ringraziamento, veramente sentito, agli organizzatori di questa manifestazione.
Per fortuna che c’è qualche forza politica che OSA rispondere a quella che senza mezzi termini definisco un’offensiva clericale senza tregua che da anni sta avvenendo nel nostro paese.
Qualcun'altro invece preferisce chiudere gli occhi e non vedere cosa sta succedendo per non perdere l’appoggio della sua componente teo-dem, come va di moda chiamarla oggi (che per inciso non si è ben capito da cosa si differenzia da quella cosiddetta teo-con).
È un attacco clericale che avviene nella politica, nella cultura e in tutto ciò che è la nazione Italia; ed è in quest’ottica che va inquadrata l’offensiva attuale contro la legge 194.
Ma quest’attacco non è nato ieri, è in corso da più di un decennio, e Civiltà Laica è nata proprio a causa di quest'attacco, da alcune persone che avevano in comune il sentire in pericolo la laicità del nostro stato.
Personalmente non parlo mai troppo volentieri dell’aborto, ma non perché voglio chiudere gli occhi di fronte a un problema preferendo ignorarlo come hanno fatto e continuano a fare in tanti. No, dico che non ne parlo volentieri perché a mio personale giudizio, noi uomini dovremmo imparare a stare zitti e non interferire in ciò che rientra nel diritto all’autodeterminazione della donna. Noi uomini dovremmo cominciare ad ammettere di non essere in grado di poter capire quella che è un'esperienza tutta femminile, sia nella gioia di una gravidanza sia nel dramma di un aborto, quindi dovremmo astenerci innanzitutto dal giudicare e dall'esprimere opinioni etiche.
Tuttavia di fronte a questa dirompente invettiva clericale, di fronte a cialtroni che chiamano assassine le donne che compiono una scelta legittima, che paragonano l'aborto alla pena di morte, o arrivano a chiamare i carabinieri per un presunto feticidio (come recentemente è accaduto a Napoli), non posso esimermi dall'esprimere pubblicamente la mia solidarietà alle donne che sono pesantemente sotto attacco.
Difendiamo la 194 quindi, ma attenzione, da laici convinti quali siamo, non  la difendiamo come se fosse un dogma immodificabile e di cui non si può discutere. Noi laici, per definizione, non abbiamo dogmi. Di certo tutto si può migliorare compresa la 194.
Sono diverse le cose che si potrebbero rivedere e applicare meglio.
Parliamo ad esempio del fatto che la legge proclama: Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
Basta leggere queste poche righe per vedere come alcune parti della legge sono state ampiamente disattese!
Le strutture socio sanitarie come i consultori pubblici anziché essere SVILUPPATI come dice la legge sono addirittura in diminuzione e come ha rilevato un inchiesta del settimanale “l’espresso” dell’ottobre scorso siamo ben lontani dall’obiettivo fissato nel '96 di avere un consultorio ogni ventimila abitanti. Le cifre parlano chiaro di media, e sottolineo di media, siamo intorno ad un consultorio ogni 30mila... ma solo perché ci sono delle regioni virtuose che alzano la media, e solo perché nel conteggio vengono incluse strutture in realtà chiuse per ristrutturazione. I numeri reali dicono che nel sud Italia siamo intorno ad un consultorio ogni 50mila abitanti!
Di questo pretendiamo che si parli quando chiediamo di verificare il funzionamento della legge 194, non di cose prive di senso come a quale settimana di gestazione occorre operare la rianimazione dei feti abortiti contro il volere dei genitori!
Ma ce ne sono di cose di cui parlare... voglio accennare ad una questione che recentemente è stata esposta anche dal ginecologo Carlo Flamigni su MicroMega, ovvero la legittimità dell’obiezione di coscienza dei medici.
Tengo a precisare che io sono stato, e sono tutt’ora un Obiettore Di Coscienza al servizio di leva obbligatorio, quindi so perfettamente di cosa si parla, e so perfettamente che oggi il termine OBIEZIONE DI COSCIENZA è quanto mai abusato, o per lo meno messo a giustificare un atteggiamento di comodo.
Si fa Obiezione di Coscienza quando si disobbedisce ad un OBBLIGO di legge, fate attenzione all’uso delle parole, si parla di obbligo di legge. Questo era il caso del servizio di leva obbligatorio, questo è il caso degli obiettori di coscienza FISCALI.
In entrambi i casi l’Obiettore paga in prima persona il prezzo delle sue scelte; nel caso dell’Obiettore al servizio militare ad esempio, si paga questa scelta con l’impedimento di svolgere poi nel corso della vita lavori inerenti alla presenza nelle forze armate, nei vigili urbani, o nella polizia. E non è sbagliato, anzi! È un principio giustissimo, io non posso a causa della MIA scelta di non usare armi mettere in pericolo altre persone. Ad esempio, un poliziotto non può trovarsi in pericolo perché un suo collega è un obiettore di coscienza che non usa armi.
Quello che succede invece con gli Obiettori Di Coscienza alla 194 è che altre persone pagano il prezzo delle loro scelte. Loro invece fanno tranquillamente il lavoro che hanno scelto (SCELTO, NON SONO STATI OBBLIGATI DA NESSUNO A FARE QUEL LAVORO) disobbedendo senza alcuna conseguenza (per loro) ad una legge dello stato.
E allora se era comprensibile che fosse prevista l’Obiezione Di Coscienza per i medici che erano già in servizio quando è stata emanata la legge, non è più comprensibile OGGI a trent’anni di distanza.
È decisamente ora che l’Obiezione di Coscienza alla 194 sia dichiarata illegittima, perché oggi chi sceglie di fare il medico ginecologo o il medico chirurgo sa perfettamente che in Italia l’aborto è legittimo, e come tutti noi deve rispettare le leggi dello stato in cui vive anche se le ritiene sbagliate.
Se non vuole avere a che fare con l’Interruzione Volontaria di Gravidanza esistono un ampia gamma di altri lavori, anche nello stesso ambito della medicina, che può scegliere e che gli permetteranno di vivere in ottemperanza ai suoi dogmi morali senza far pagare a nessuno il peso delle sue scelte.

Quindi, concludendo, noi difendiamo, certamente, questa legge ma non in maniera cieca e dogmatica, siamo pronti a discutere delle possibili migliorie che possono essere effettuate.
Ma oggi purtroppo siamo costretti a difenderla da quello che è un attacco che vorrebbe tornare alla criminalizzazione della donna e vorrebbe negare il suo diritto all’autodeterminazione. Un attacco fatto da chi, ignorando volutamente i successi riportati dalla 194 vorrebbe portare indietro le lancette dell'orologio fino ad avere un aborto illegale con il ritorno agli spilloni delle mammane. 
Un attacco questo, consentitemi di sottolinearlo, che è cominciato in maniera esplicita quando è stata promulgata la legge 40 sulla fecondazione assistita, legge che non posso che definire, cieca, bigotta e talebana.
Una legge che rispetto alla 194 è indietro di trent’anni pur essendo stata promulgata trent’anni dopo, segno che non sempre le cose nel nostro paese vanno in avanti, anzi per citare Umberto Eco, spesso si procede a “passo di gambero”.

Alessandro Chiometti

 

L'aborto negli anni '70 a Terni
Sulla scia delle vittorie sul divorzio (1974) e sul nuovo diritto di famiglia (1975) inizia la lotta per una nuova conquista: la libertà per la donna di interrompere una gravidanza non desiderata. Il problema era stato sollevato da tutto il movimento femminista italiano soprattutto nell'anno cruciale del movimento, il '77. Il partito radicale era allora il più convinto assertore delle istanze abortiste attraverso l'MLD, il Movimento di Liberazione della Donna, che vedeva Adele Faccio ed Emma Bonino in prima linea. A Terni questa tematica viene sollevata dai radicali ternani, tra cui il sottoscritto, che aveva aperto nel 1976 una sede del partito in via XI Febbraio. Anche nella nostra città la situazione era tragica, molte ragazze giovanissime ma anche madri di famiglia con figli si rivolgevano a me disperate. Cercavano una soluzione diversa dall'aborto fatto dalla mammana,( la vecchia praticona che faceva aborti con mezzi primitivi, quali il ferro da calza per bucare l'utero), perché sapevano di rischiare la vita per un'emorraggia pericolosa e che sarebbero finite in ospedale. Proprio in quegli anni un dottore aveva messo a punto un metodo nuovo per interrompere la gravidanza, il metodo Karman, che consisteva nella aspirazione del feto senza che fosse necessario il famoso raschiamento. Era un metodo molto più semplice e funzionale. In seguito a questo il CISA, Centro Italiano Sterilizzazione e Aborto, anch'esso di fondazione radicale, aveva cominciato ad organizzare aborti clandestini in varie parti d'Italia, anche alcune donne ternane poterono usufruire di questo metodo. Cercai di scegliere i casi più gravi con donne madri di più figli per le quali ragioni economiche e ragioni psicologiche si sommavano; partivamo nottetempo, l'interruzione avveniva in case private assolutamente sicure a costo zero. Quest'ultima osservazione non è casuale perché l'aborto allora era di classe, cioè se lo poteva permettere solo chi poteva pagare dottori compiacenti, molti dei quali, anche a Terni, a quel che si sapeva, erano antiabortisti in pubblico e abortisti in privato.

La situazione cambiò radicalmente quando le forze laiche imposero in parlamento la legge che permetteva, entro certe regole, l'interruzione della gravidanza, era il 1978. Ma in molte parti d'Italia, specialmente nel sud, la situazione della attuazione della legge era ostacolata al massimo dai medici cattolici, ai quali la legge permetteva la obiezione di coscienza, potevano cioè rifiutarsi di praticare l'aborto perché contrari per loro convinzione.

A Terni la situazione era da profondo sud, infatti le difficoltà ad assicurare il servizio erano dovute all'altissimo tasso di obiezioni di coscienza tra i medici, alcuni dei quali interiormente convinti ma alcun altri molto attenti alla propria carriera. Tra i medici ginecologi 13 su 16 si dichiararono obiettori,tra gli anestesisti 11 su 13, anche tra il personale paramedico molte furono le obiezioni. La legge fu maldigerita dalla Chiesa e dal mondo cattolico militante, gli stessi radicali erano molto critici su alcuni suoi aspetti tra cui quello che permetteva l'aborto solo nelle strutture pubbliche, avevano previsto infatti che le obiezioni di coscienza avrebbero ostacolato in modo pesante l'applicazione della legge. La lotta perché nella nostra città la legge fosse applicata segnò gli anni successivi tra polemiche e scontri vivaci, che raggiunsero il massimo durante la campagna elettorale del 1981. Erano in campo in sostanza due referendum,che esprimevano due posizioni molto diverse, quella del mondo cattolico che era per cancellare la legge e quella dei radicali che volevano renderla più attuabile. Una terza posizione era quella della sinistra ufficiale, vedi Partito comunista italiano, che era contrario alle due posizioni precedenti ed era per conservare la legge così come era. La campagna elettorale a Terni fu molto dura perché i cattolici, questa volta più compatti che sul divorzio, misero in campo tutte le loro risorse, mentre i radicali ternani potevano contare solo sull'apporto di Radio Evelyn e Radio Galileo era allineata sulla posizione del PCI. Le suore Paoline fecero girare per le scuole dei filmati in 16 mm dove feti di sei mesi venivano fatti passare per feti di tre e l'aborto era presentato con immagini da film dell'orrore.

Io stesso feci proiettare al Liceo scientifico “Galilei” questi filmati per contestarne la validità. Si possono immaginare le polemiche e perfino le minacce, condite dall'accusa di corruttore dei giovani, che ingenuamente le famiglie mi avrebbero affidato. Un momento importante di questa campagna referendaria fu quanto avvenne alla sala XX Settembre (pressappoco lo spazio oggi del caffè letterario della BCT) quando femministe, una addirittura venuta da Bologna, e radicali interruppero una manifestazione antiabortista con il vescovo, chiedendo un confronto che però venne rifiutato. I referendum furono respinti dai ternani con percentuali simili alla media nazionale. Rimase la legge del '78 e rimasero tutti i problemi per la sua attuazione, problemi pagati dalle donne sulla loro pelle. Oggi, sotto le spoglie di una sua migliore attuazione, è ripartito l'attacco clericale a questa legge che comunque con tutti i suoi difetti ha garantito la libertà alle donne, ha più che dimezzato il numero degli aborti, ha quasi del tutto sconfitto l'aborto clandestino e di classe.


Marcello Ricci

I segni del male e quelli della mancanza di idee

Poveri noi, i registi di Hollywood e dintorni non sanno più fare un film horror senza tirare in ballo la bibbia e le solite menate pseudo religiose.

Che fine hanno fatto i registi e scrittori in grado di ideare storie come Alien, Shining, La Cosa, Il sesto senso e The Ring?

E noi sventurati appassionati del genere, cosa dobbiamo fare? Possiamo limitarci a rivedere sempre gli stessi film? Insomma arrivati alla quindicesima visione anche i classici testé citati cominciano a risultare un pochino ripetitivi... e allora ecco che per una serata horror ci si trovi in videoteca a scorrere le ultime novità, e sebbene non ci sia molto da scegliere la presenza della bella e famosa Hilary Swank fa sperare che “I segni del male” non sia la solita riproposizione banale di storie già viste e riviste un migliaio di volte.

Invece niente da fare, dopo un presupposto interessante (la bella Hillary interpreta il ruolo di una scienziata impegnata a smentire i presunti miracoli) il film scade penosamente in un cliché biblico-apocalittico che va a riproporre in una moderna cittadina americana niente po’ po’ di meno che le piaghe bibliche inviate contro i faraoni.

Il tutto condito dalla presenza dell’ennesimo bimbo figlio del demonio (EBBASTA... dopo Omen sono tutti uguali, piantatela!) che, non si comprende per quale contorto ragionamento mentale, a detta dei protagonisti del film dovrebbe essere la causa dell’invio delle piaghe nella cittadina.

Che c’entra direte voi? Appunto dico io, ma attendete qualche peripezia e, colpo di scena, si scopre che il buon dio non si è rincitrullito nell’inviare le piaghe bibliche a una cittadina che ha già la sfortuna di avere il figlio del demonio fra di loro... ma è l’intera cittadina che ha voltato le spalle a dio e abbracciato la religione demoniaca! Il bambino, anzi la bambina è in realtà un angelo inviato dal signore a sconfiggere la setta demoniaca.

Finale premiato come  il più banale degli ultimi dieci anni, la scettica Hilary ritrova la fede salvando la bambina (ecchescherziamo? Diciamo la verità, il buon dio ha organizzato tutto per avere un’atea di meno sulla terra!).

Concludendo: voto al film 4 (meno meno), voto a Hilary Swank 9 (per Million Dollar Baby, che avevate capito?)

J. Mnemonic

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Che ingrati...

Il sondaggio de la repubblica pubblicato ieri deve essere stata una doccia gelata per i leader del Partito Democratico, i cattolici praticanti voteranno in massa per il Partito della Libertà di Berlusconi.

Questo è bastato alla pasionaria del cilicio, Paola Binetti, per lanciare la sua accusa contro i vertici del suo partito, rei di aver stretto l'accordo con i radicali.

Lo dico francamente, per chi è come me totalmente estraneo al PD è davvero uno spasso gustare le continue esternazioni della sua componente teo-dem che non è mai abbastanza contenta della piega clericale che ha preso il partito.

Non è bastato rinnegare le alleanze con la sinistra, ne costringere i radicali ad un accordo capestro che li vedrà in numero realmente esiguo in parlamento, ne allontanare in malo modo il laicista Bosellli, ne riconoscere nei propri valori fondamentali la rilevanza pubblica della religione cattolica (vale a dire l'esatto contrario della laicità). Non basta essere ciechi e sordi di fronte alle continue ingerenze vaticane, non basta evitare costantemente di parlare della legge 194 in campagna elettorale nonostante questa sia sotto un vile attacco da parte della destra più becera.

Diciamolo, alla gang clericalista della Binetti, non basta mai. Ma cosa dovrebbe fare il povero Veltroni di più? mettersi la tonaca?

Il vaticano dal canto suo gongola. Dopo aver appurato che non c'è bisogno di dare indicazioni di voto vista l'equivalenza sostanziale dei due maggiori partiti, si diletta a dettare l'agenda politica intervenendo frontalmente su temi che nulla c'entrano con la religione cattolica. Adesso, la nuova pretesa è di ristabilire le preferenze nella legge elettorale... per carità, la richiesta in se per se non è sbagliata... ma che ci azzecca con quelli che sono i compiti pastorali del Vaticano?

Si decidessero una buona volta, sono un partito politico o un'istituzione religiosa?

Si ma se aspettiamo che qualcuno degli italici politici provi solo a farlo notare... stiamo freschi!

Attendendo con ansia (notare l'ironia) quale delle due Democrazie Cristiane governerà l'italia per il prossimo lustro, mi consolo riguardando Crozza in una delle sue apparizioni più fortunate.

Alessandro Chiometti

"Un Cristianesimo che va d'accordo con tutto e che è compatibile con tutto è superfluo"

Così disse nel 2002 nel corso di un’intervista l’allora cardinal Ratzinger. Sante parole, che gli andrebbero ricordate oggi.

Lo Stato totalitario cinese si sta preparando ad attuare un massacro inaudito a Lhasa. Un frangente delicato, non solo per i tibetani, ma anche e soprattutto per gli stessi cinesi: la repressione contro il Tibet non può infatti essere letta disgiuntamente dalla grave situazione per i diritti civili in Cina. Un’evoluzione positiva, in senso nonviolento e del rispetto dei diritti della minoranza tibetana, potrebbe essere il primo passo per un cambiamento nello stesso Celeste Impero.

Quale pastore di anime potrebbe lasciarsi sfuggire tale occasione per contribuire con la propria parola – sappiamo, ahinoi, quanto pesante! – a dare una svolta positiva alla vicenda? Sappiamo quanto conti in queste occasioni l’attenzione internazionale, quanto contribuisca ad evitare il peggio e consenta alle forze migliori di prevalere.

E cosa fa, invece, il pastore dei cattolici, papa Benedetto XVI?

Sapete quale posizione ha preso il Vaticano sulle recenti vicende tibetane? NESSUNA.

Se si va sul sito dell’Osservatore romano e si inserisce la parola Tibet, sapete quale sia l’esito: NULLA.

Se andate sul forum dedicato a papa Ratzinger, sapete quanti interventi sono dedicati al massacro di Lhasa? ZERO.

Le uniche parole che ha papa Ratzinger per la Cina sono contenute nella Lettera alla Chiesa Cinese, in cui il Santo Padre si preoccupa della sorte della minuscola Chiesa cattolica cinese e del dialogo con le Autorità civili per assicurarle spazi di “libertà religiosa”, per portare avanti la propria missione evangelizzatrice.

Pur di trovare un accordo con le Autorità cinesi il Papa già ha commesso ad ottobre l’enorme mostruosità di non ricevere il Dalai Lama, se non “in udienza privata per parlare di questioni strettamente religiose”, come hanno tenuto a farci sapere. Ora ripete il crimine, perché tale è ormai: tacere mentre un assassino si appresta a compiere il proprio misfatto equivale ad esserne complice.

E tacere per cosa? Per salvaguardare la “libertà religiosa” della Chiesa cinese? Il Vaticano confonde, come sempre, la libertà religiosa con la propria libertà, confonde il privilegio con la vera libertà, che è di tutti o non é. E fra questi tutti ci sono anche i Tibetani.

Non si dica che una presa di posizione papale sul Tibet comporterebbe il sacrificio della Chiesa cinese. Non credo che verrebbero massacrati i cattolici, al più il Vaticano perderebbe il terreno guadagnato nella riaconquista del pieno controllo sui cattolici cinesi, tutto giocato sul piano dei rapporti con le Autorità,.

Da un lato la sicura tranquillità per una piccola Chiesa cinese sotto il controllo Vaticano, dall’altra, fare della Chiesa un elemento di contraddizione in seno al regime cinese, paladina nelle coscienze del rispetto dei diritti civili di tutti.

Benedetto XVI parrebbe aver fatto la scelta più comoda, andar d’accordo con tutto, anche con i cinesi…

Spero mi smentisca, altrimenti devo ritenere che il cardinale Ratzinger avrebbe ritenuto superfluo il cristianesimo di papa Benedetto XVI.

                                                                                                                Massimiliano Bardani

 

 

da non perdere!

Sabato 13 marzo al Palatennistavolo di via delle Palme, a Terni, si terrà un incontro di MIRACOLI E GUARIGIONI! Finalmente qualcuno che, in quanto a promesse, batte tutti.

L'incredibile spettacolo (devo chiamarlo così?) promette infatti degli effetti davvero speciali: dalla guarigione di ciechi e sordi alla "solita" parata di paralitici che si alzano e camminano.

Il nome anglosassone del conduttore, Damian Stayne, nonché la scelta di un luogo non ecclesiastico, potrebbe far pensare a un evento organizzato da qualche missione evangelistica americana, sullo stile dei raduni organizzati da Benny Hinn e altri telepredicatori.

Sbagliato!

Ho fatto una piccola ricerca e ho scoperto, con sorpresa, che questi profeti della religione-spettacolo in perfetto stile amerikano sono cattolici.
O meglio: sono cattolici del movimento carismatico.

E' incredibile come oggi nella chiesa cattolica si possa trovare di tutto: dagli austeri riti in lingua latina a questi spettacoli suggestivi che promettono guarigioni impossibili. Praticamente una religione à la carte, per tutti i gusti.

Nonostante sia ormai accertato che TUTTE le promesse di guarigione miracolistica siano sempre una truffa, o quantomeno una sceneggiata realizzata con l'aiuto di compari, c'è da giurarci che molta gente si lascerà ancora suggestionare, consolare, eccitare, ammaliare da simili eventi.

Per molte persone la tentazione di vivere in un mondo immaginario e infantile dove tutto è possibile, è evidentemente troppo forte. E purtroppo, di questi tempi, anche le situazioni sociali sono talmente difficili, da spingere alcune persone verso questa fuga dalla realtà. Questo devono aver pensato gli organizzatori della festa dei miracoli, infatti che io sappia è la prima volta che a Terni c'è un simile battage pubblicitario, con tanto di gigantografie coloratissime.

Interessante notare che gli organizzatori hanno un sito, amicidigesù.it, dove tutti i links sono ostentatamente diretti verso i siti cattolici ufficiali, quasi a voler dimostrare la propria autentica cattolicità.

Tale zelo non è ricambiato, infatti nel sito della diocesi di Terni, nella segnalazione degli eventi, la manifestazione non è affatto nominata. Forse questi carismatici sono scomodi anche per loro, e cercano di tenere un po' a distanza questa industria della credulità.

Luigi M Nicolai

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SAN LEONE MAGNO ED IL FINTO ECUMENISMO PAPALE

Volevo richiamare l’attenzione del blog su alcuni fatti, succedutisi nel passato recente e legati da un filo rosso, non troppo sottile e sicuramente solido.

A questo link: http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/D354227-82.html si può leggere il resoconto dell’udienza generale del 5 marzo, nel corso della quale Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli la figura San Leone Magno, il pontefice che è passato alla storia per aver fermato Attila, ma anche il papa di Calcedonia, vale a dire uno dei papi che hanno contribuito ad affermate il primato petrino.

Nel discorso papale la figura viene presentata in termini suggestivi, ricordando come il ripetersi delle invasioni barbariche, l’indebolirsi dell’autorità dell’impero e una grave crisi sociale avevano costretto il vescovo di Roma ad assumersi un ruolo anche in campo politico, subentrando ai poteri imperiali …

Non è difficile comprendere come il richiamo non intenda assumere un valore meramente celebrativo, ma rappresenti la proposta di un preciso paragone fra la condizione del V sec., in cui operò Leone e quella attuale, in cui opera Benedetto XVI. Instaurato un legame fra la crisi del potere imperiale del V sec. minacciato dai barbari e l’attuale crisi, si propone come  soluzione ai mali dei tempi  l’interventismo papale.

Questa ricostruzione, tuttavia, va messa in relazione proprio con Calcedonia, perché ciò che preme al papa è innanzitutto la riaffermazione del primato petrino: perché tanta enfasi su un dato scontato nel mondo cattolico?

Il 1 marzo Benedetto XVI ha incontrato il Catholicos degli Armeni, Kerekin II ed il 6 marzo il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I; non trascurerei un altro fatto, minore: il 3 marzo il Papa ed i suoi ex allievi hanno discusso del pensiero di Lutero, affrontando il problema della successione apostolica e sostenendo la tesi per cui forse il riformatore aveva idee “più cattoliche” dei luterani attuali sul tema.

La Chiesa cattolica sta forse per incassare i frutti della strategia perseguita con tenacia da secoli, di ricondurre tutta la cristianità sotto il controllo dello scettro petrino? Le minacce esterne (il relativismo?) potranno spaventare tanto gli ortodossi e persino i protestanti da indurli ad un “serrate le fila” epocale intorno al soglio pontificio? Potranno spingerli a piegare il collo sotto il giogo vaticano, rinunciando a rivendicazioni di sempre?

Il dialogo ecumenico è sempre stato ostacolato dal primato petrino, sul quale il Vaticano non ha mai inteso transigere ed ora i discorsi sulla comunione delle chiese nascondono la più potente controffensiva vaticana contro le altre chiese di tutti i tempi. Non è un caso che la chiesa ortodossa russa non intenda parteciparvi: non è così disperata come quella di Costantinopoli o quella Armena da doversi arrendere senza combattere, ha dietro i “cannoni” della rinnovata propaganda nazionalista dell’uomo del KGB.

Parliamoci chiaro, l’enfasi sull’ecumenismo è pura retorica. L’obiettivo perseguito da Ratzinger e dal Vaticano é fare di questo, forte della propria organizzazione assolutamente monarchica e di mezzi organizzativi e finanziari imponenti, il baluardo sul quale erigere una linea di resistenza – l’estrema – alla modernità.

Non credo che il vero nemico del Papa sia l’Islam (anche se i nostri teodem credono il contrario): l’incontro con i saggi islamici prefigura una Santa Alleanza di tutti i poteri clericali contro il mondo moderno.

Non posso che rimanere ancora una volta ammirato dalle capacità strategiche e politiche del Vaticano, che trae forza da una consapevolezza culturale tutta tesa ad alimentare il potere temporale più lungo della storia dell’uomo (dopo l’impero cinese ed il regno faraonico).

Una lezione per i laici: il Vaticano conserva memoria del proprio passato e la sa usare politicamente, i laici non leggano più il Sillabo e considerano l’anticlericalismo un’anticaglia…

Massimiliano Bardani

La chiesa perde le elezioni e il PD perde il socialismo

Nonostante il grande dispendio di energie e a dispetto dei potenti mezzi di disinformazione messi in campo dalla Chiesa Cattolica, Josè Luis Rodriguez Zapatero si appresta a guidare la Spagna per altri quattro anni.

I clericalisti iberici incassano così una sonora sconfitta e sono costretti a vedere il PSOE aumentare in termini di voti e di seggi parlamentari, incurante dei loro grotteschi appelli a votargli contro degni delle commedie di Peppone e Don Camillo.

Non possiamo che rallegrarci dell'affermazione di Zapatero oramai, forse suo malgrado, punto di riferimento anche al di fuori della Spagna; del resto nel nostro paese trovare un politico di sinistra che prometta cose di sinistra e che soprattutto faccia quel che ha promesso una volta vinte le elezioni è un'impresa ai limiti dell'impossibile.

Non è forse un caso che contemporaneamente all'affermazione del PSOE è arrivata una notizia clamorosa, quanto ampiamente ignorata dai mass media nostrani.

L'Internazionale Socialista per le prossime elezioni in Italia appoggia il piccolo partito di Boselli e volta le spalle al Partito Democratico!

La cosa non cambierà molto le cose in termini di voti, ma politicamente ha un peso enorme, basta pensare che D'Alema, esponente di spicco del PD, è tutt'ora vicepresidente dell'Internazionale Socialista!

Di fronte ai silenzi e alle non-decisioni di Veltroni che ha sempre evitato con accuratezza di parlare della collocazione europea del suo nuovo partito (probabilmente sperando in una soluzione “siamo socialisti MA ANCHE popolari”), è stata la più grande forza di sinistra europea a prendere posizione e mettere definitivamente il PD alla porta.

Dovrebbe essere una di quelle notizie che fanno tremare i polsi ai presunti eredi del più grande partito della sinistra in Italia, invece la totale indifferenza con cui viene accolta dimostra una volta di più (se mai ce ne fosse stato bisogno) che il PD non ha nulla “di sinistra” da offrire ai suoi elettori e ai suoi militanti.

C'è poco da gioire per noi laici italiani, è la conferma che alle prossime elezioni politiche la neo-Democrazia Cristiana prenderà circa l'80% dei voti e, sebbene divisa in più partiti, governerà saldamente il paese per i prossimi decenni. Affossando così ogni possibile passo in avanti in termini di diritti civili e facendo restare il nostro paese uno dei più arretrati di tutto l'occidente.

“Non pensate a quale partito, pensate a quale paese” propaganda il chennediano de noantri in uno dei suoi slogan di dubbio gusto, beh per i laici è impossibile non pensare alla Spagna di Zapatero!

Ma non facciamo le valige... restiamo qua a rompere le uova nel paniere (per non dire altro)!


Alessandro Chiometti

 

Stefano Disegni

redazione[at]civiltalaica.it

Megachip prova a cambiare le cose

Mi giunge l'appello da parte della redazione di www.megachip.info 

Lo trovo estremamente interessante e la ritengo una delle pochissime iniziative socio-politiche per cui valga effettivamente la pena impegnarsi a fondo.

Lo propongo anche qui sul blog di Civiltà Laica con la speranza di fare cosa gradita e trovare altre persone entusiaste.

Non me ne vogliate!

Alessandro Chiometti

CANALE ZERO
Appello per una informazione libera

Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.

Dobbiamo, in primo luogo, difenderci. E possiamo contr'attaccare.
Per farlo è ormai indispensabile dotarci di strumenti di comunicazione di massa che realizzino un'informazione democratica e che ingaggino una battaglia per la difesa della democrazia e del Bene Comune.

Noi riteniamo che milioni di persone, in Italia, aspettino questa proposta e siano pronti a sostenerla.
Ma farla richiede un impegno finanziario non indifferente. Non vi sono partiti, sindacati, imprenditori disposti a finanziarla. Se vi fossero vorrebbero controllarla. Cioè non servirebbe allo scopo. Quindi dobbiamo fare per conto nostro. Ciascuno di noi, di voi, diventi editore e protagonista.

E' tra voi, tra i cittadini, che dobbiamo raccogliere la somma necessaria per avviare l'esperimento. Che è grande, immenso, ma che dobbiamo fare con gli spiccioli. Un Davide contro i sette Golia. Ma non occorre avere decine di miliardi di euro per fare una informazione decente e libera. Anzi, i miliardi di euro sono proprio quelli che la imbavagliano e la impediscono.

Noi riteniamo che lo si possa fare anche con una cifra modesta di partenza. Per farlo occorre una struttura organizzativa essenziale. Anche questa costa. Per avviare questa macchina di raccolta è indispensabile sapere in anticipo quanti siamo, quante persone e gruppi sono disponibili.

Non chiediamo, per ora, denaro.

Chiediamo, a tutti coloro che sono disposti a versare almeno 100 euro a fondo perduto, di comunicarci il loro impegno, con una semplice e-mail, accompagnata dai dati essenziali: nome e cognome, e-mail, luogo di residenza ed eventuale recapito telefonico.

I dati raccolti resteranno riservati. Verranno resi noti, nel corso dei tre mesi necessari per questa "campagna di impegno", soltanto i totali, per aree geografiche, con cadenza settimanale.

Al termine dei tre mesi valuteremo se esistano le condizioni di partenza e, in caso affermativo, avvieremo la raccolta del denaro. E useremo questi mesi per definire tutti gli aspetti amministrativi, legali, organizzativi necessari.

Il sito di riferimento per la "campagna di impegno" sarà www.megachip.info che riporterà in maniera centralizzata le informazioni essenziali. Ma coinvolgeremo una serie di siti amici, di blog, di emittenti radiofoniche e mezzi di comunicazione che vorranno appoggiare e diffondere il messaggio della raccolta.

Le tappe:

Stiamo definendo una redazione giornalistica che lavorerà a tempo pieno, e i cui componenti avranno un contratto di collaborazione regolare per l'intera durata iniziale del progetto: 18 mesi .

La redazione avrà un direttore, nominato da questo collettivo e da un ampio gruppo di sostenitori, con analoga, elevata professionalità. E che non avrà altri vincoli che quelli di una corretta deontologia professionale e quelli dettati da un semplice documento d'intenti comprendente questi punti:

1) Difesa della Costituzione e della legalità democratica.
2) No a ogni guerra.
3) Difesa dei diritti sociali e civili dei cittadini.
4) Difesa dell'ambiente e del territorio.
5) Difesa della laicità dello stato.

Prevediamo di definire, in base a una ampia consultazione, un comitato di garanti, super partes, scelti tra le personalità democratiche che godono della fiducia generale per le loro qualità professionali, culturali, scientifiche, di azione sociale. Il loro compito sarà di verificare che queste impostazioni ideali siano rispettate. A tal proposito vi chiediamo sin d'ora di esprimere il nome di una persona che, secondo voi, possa assicurare l'applicazione dei principi di cui sopra.

L'indipendenza degli operatori sarà totalmente garantita. Ogni fase della costruzione del progetto sarà resa pubblica nel più totale rispetto della trasparenza, attraverso strumenti di verifica diretta dei suoi finanziatori. In primo luogo attraverso la Rete, ma anche con una articolazione di comitati e di assemblee nei territori.

Primi firmatari:

Giulietto Chiesa, don Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, don Andrea Gallo, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola, Alex Zanotelli