Come previsto

La maggioranza clericalista che governa questo paese ha deciso di far diventare il parlamento un quarto grado del nostro sistema giudiziario, sollevando un conflitto di potere con la Corte di Cassazione.

Quindi non è bastato ignorare il problema per decenni, mettendo mille ostacoli al raggiungimento di una legittimazione del Testamento Biologico, si è scelto di intervenire nel modo più scellerato possibile, ovvero quello di creare un conflitto fra una sentenza che fa rispettare l'art.32 della Costituzione Italiana e l'annosa volontà di NON legiferare del parlamento Italiano (leggi succursale della CEI).

Come detto era ampiamente previsto questo passo dopo la sentenza della Corte di Milano, come del resto era prevista l'ennesima prova di ipocrisia da parte del PD che è da tempo ostaggio della Binetti e del suo eroico manipolo teo-dem in grado di paralizzare eticamente un partito che li vede in forte minoranza. Puntualmente e coerentemente con la sua breve storia il PD ha scelto vigliaccamente di astenersi dal voto.

Dovrebbe essere confermata invece la spaccatura nel PDL (esiste dunque laicità a destra) con il manipolo liberale (l'unico che può fregiarsi in questa maggioranza di tal nome) guidato da Della Vedova che dovrebbe aver espresso voto contrario.

Speriamo ora che la Corte Costituzionale non sia succube della bora (altro che vento) clericale che spira nel nostro paese... in caso contrario saremo curiosi di vedere con quale contorsione giuridica riuscirà a smentire una sentenza che non fa altro che rispettare la Costituzione Italiana.

Alessandro Chiometti

 

21 grammi, il peso dell’ignoranza (parte II)

Mi era capitato di scrivere tempo fa, in una sorta di recensione del bellissimo film di Inarritu, di come in realtà fosse una “leggenda urbana” il fatto che “fosse stato provato” (come qualcuno asseriva e continua ad asserire) che gli uomini perdano 21 grammi al momento della morte.
21 grammi che rappresenterebbero il peso dell'anima che abbandona il corpo.
 
http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=114
Quivi affermavo che nessuno aveva mai pubblicato studi che consistevano nell’immobilizzare persone in fin di vita al piatto di una bilancia ultraprecisa di grande portata.
Tuttavia debbo ricredermi, in rete si trovano le tracce di uno studio in tal senso.
Quello che è importante, ed è bene precisarlo fin da adesso, è che tale studio non smentisce assolutamente le mie affermazioni contenute nel primo articolo, anzi le conferma e copre ancor più di ridicolo l'affermazione “è stato accertato che l’anima pesa 21 grammi”.
Lo studio in questione risale al 1907, è stato fatto da un certo Dr. Duncan McDougall ed è stato pubblicato dalla rivista American Medicine sempre nel 1907.
Il Dr. McDougall avrebbe (condizionale d’obbligo) sperimentato la sua tesi con sei pazienti in fin di vita da lui scelti in base ad una malattia che li tenesse abbastanza tranquilli nel momento del trapasso, questi pazienti sono stati da lui posizionati su un letto collegato ad un sistema di misurazione del peso con scala ad once (sistema di misurazione del peso da lui stesso inventato e costruito).
Ora di questi sei poveri cristi trapassati mentre il Dr. McDougall misurava il loro peso, stando a quanto ci dice lo stesso autore dello “studio scientifico”, ben cinque:
- o non hanno manifestato perdita di peso,
- o hanno manifestato una perdita di peso “a tappe” (a volte addirittura seguita da un recupero del peso perso),
- o l'autore dello “studio scientifico” non aveva fatto in tempo a misurare il peso prima del trapasso.
Uno (leggasi 1) soltanto ha manifestato una perdita di peso, non reversibile, al momento della morte di ¾ di oncia (più o meno, e sottolineo il più o meno, i famosi 21 grammi).
L’esimio Dr. McDougall stabilì che quello fosse il peso dell’anima umana. Sua controprova il fatto che soppesando il trapasso di ben quindici cani (che notoriamente secondo i dogmi cattolici non hanno anima) non riscontrò perdita di peso alcuna.
Fonti:
http://www.abc.net.au/science/k2/moments/s1105956.htm
http://www.snopes.com/religion/soulweight.asp
http://rationallyspeaking.blogspot.com/2007/03/does-soul-weigh-21-grams.html

Se approfondite le fonti citate potete vedere che c’è qualcuno che ha anche proposto spiegazioni alternative alla presunta perdita di peso al momento dalla morte (riscaldamento del sangue,  cessazione della sudorazione, perdita di aria) ma sinceramente, io non credo che ci sia affatto bisogno di perdere tempo a trovare spiegazioni alternative ad un fenomeno che di fatto non esiste.
Come dicevo nel mio primo articolo uno studio corretto fatto per poter affermare che l'uomo perde 21 grammi nel momento della morte dovrebbe:

1) avere soppesato un numero statisticamente valido di persone (diciamo almeno un centinaio);
2) essersi assicurati che i trapassati in questione siano rimasti perfettamente immobili nel momento del trapasso (e come farlo? Li paralizziamo chimicamente? Li paralizziamo meccanicamente spezzandogli la colonna vertebrale?);
3) aver completamente isolato la stanza e assicurato che ci siano temperatura ed umidità costanti;
4) avere a disposizione una bilancia analitica capace di pesare 100 Kg con un errore minore dello 0,02% (errore comunemente raggiunto da bilance di laboratorio con portata massima di 0,1 Kg).

È abbastanza facile notare che i punti 2,3 e 4 difficilmente potevano essere rispettati nel 1907 (il 2 è tutt'ora difficile da rispettare se non si vuol essere crudeli con i pazienti!).
Ma ammettiamo, per assurdo, che, per una fortuita coincidenza, questi fossero stati rispettati... ciò che lo studio di McDougall ci dice è che l'uomo NON perde 21 grammi al momento della morte.
Infatti ben cinque dei suoi sei pazienti NON hanno perso 21 grammi di peso!
Il Dr. McDougall estrapola la sua conclusione dall'unica prova che gli è risultata positiva, quindi non solo contro il buon senso statistico che vorrebbe almeno un centinaio di casi positivi, ma anche contro il suo stesso studio che gli dice che la grande maggioranza dei suoi pazienti NON ha perso 21 grammi al momento della morte.
Questi sono i fatti, chiunque può trarre le proprie conclusioni.
Quello che lascia sgomenti è poi la controprova effettuata con quindici poveri cani. Di questi certamente ben pochi erano “in fin di vita” e per di più con una malattia “che li lasciasse tranquilli al momento del trapasso”... è ovvio che McDougall ha avvelenato questi cani per provare le sue strampalate teorie (quando si dice sperimentazione crudele sugli animali!) e soprattutto per confermare il dogma che gli animali sono privi di anima!
Ma i cattolici animalisti che ne pensano di questo studio?
E immagino già l'obiezione di qualche cattolico (non certo animalista) che vorrà obiettare: allora come mai quindici cani non hanno perso peso e un uomo su sei si?
Come detto ci sono già proposte di spiegazioni nelle fonti citate (i cani non hanno la sudorazione come gli uomini ad esempio), ma a mio avviso non si deve perdere tempo con queste assurdità.
Non siamo in presenza di uno studio scientifico, siamo in presenza di una scempiaggine, ovvero un esperimento non replicato, non verificato, non esaminato con occhio critico.
Chi può dire che sia vero ciò che ha asserito il Dr. McDougall? Spero che a qualcuno non venga voglia di uccidere un centinaio di cani per dimostrare i suoi pseudo studi!!!
Semplicemente di ciò che ha fatto McDougall non vale neanche la pena di parlarne; tutto sommato per i sostenitori del fatto che l'anima pesa 21 grammi sarebbe stato meglio che la cosa fosse rimasta al rango di leggenda urbana.

Alessandro Chiometti

Catholics for choice

In occasione del 40° anniversario dell’enciclica papale Humanae Vitae, l’organizzazione statunitense Catholics for Choice, insieme a più di 50 organizzazioni di tutto il mondo, ha pubblicato una lettera aperta a Papa Benedetto XVI, chiedendogli di revocare la pericolosa proibizione della contraccezione da parte del Vaticano. La Humanae Vitae, il fondamento della politica della gerarchia cattolica contro la contraccezione, ha avuto effetti catastrofici sui poveri e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle donne e esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l’Hiv. La lettera aperta dice: “Quando Papa Paolo VI, nel 1968, consolidò la proibizione della contraccezione da parte delle gerarchie cattoliche, ignorò il parere di un gruppo di esperti scelti da lui stesso.” Oggi esperti e cattolici di tutto il mondo si oppongono a questa proibizione. “La Humanae Vitae continua a essere fonte di grandi conflitti e divisioni all'interno della Chiesa. Cattolici e non cattolici continuano a subire le conseguenze di questa devastante politica delle gerarchie cattoliche, con effetti particolarmente disastrosi nel Sud del mondo.” “Non c’è da sorprendersi che le organizzazioni cattoliche, che rappresentano milioni di cattolici in tutto il mondo, si siano unite a noi nello sforzo di chiedere a Papa Benedetto di sanare la ferita causata dal Vaticano proibendo una cosa largamente utilizzata e accettata come la contraccezione”, ha detto Jon O’Brien, presidente di Catholics for Choice. “Invitiamo i cattolici di tutto il mondo ad unirsi a questo sforzo telefonando o inviando e-mail ai loro vescovi e invitandoli a chiamare il Vaticano per chiedere di porre fine alla devastante proibizione della contraccezione”. Le organizzazioni che si sono unite a questa campagna comprendono quelle che rappresentano i cattolici in Argentina, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Salvador, Francia, Italia, Messico, Paesi Bassi, Nicaragua, Paraguay, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti. AIDOS sostiene la presa di posizione delle organizzazioni cattoliche perché come ricorda la sua presidente Daniela Colombo: “Nel 2012 la popolazione mondiale passerà dai 6,7 miliardi attuali a sette miliardi di persone: sono cifre che rendono evidente l’urgenza di politiche efficaci per la pianificazione familiare e la prevenzione dell’Hiv.”

Leggi la lettera con tutte le firme

redazione[at]civiltalaica.it

segnalato da Stefania

Scegli Tu : campagna per il sesso consapevole
Plauso per l'ottima iniziativa di informazione sessuale promossa dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) volta a informare giovani e giovanissimi su una sessualità consapevole.
Desta un certo sconcerto scoprire infatti che solo lo 0,3% delle ragazze al di sotto dei 19 anni ha un buon livello di educazione sessuale.

Il mezzo principale che verrà adottato per la diffusione dei contenuti sarà youtube e verranno resi disponibili filmati del SIGO (sotto uno degli spot dell'iniziativa).


Non possiamo sperare che verrà dato da parte dei media nazionali il massimo risalto a un'iniziativa lodevole e di tale importanza, per quello che possiamo iniziamo a pubblicizzarla nel ns blog e invitiamo a fare lo stesso tutti quelli che ci leggono.

redazione[AT]civiltalaica.it
Italia, ovvero dove la censura è quotidiana

C'è poco da ridere e da scherzare ragazzi, guardate cos'è successo all'autore di un banale banner in cui c'era la foto di ratzinger con la frase "il papa condanna questo blog" che era apparso su più di 500 siti italiani.

C'è da rabbrividire, massima solidarietà al "burbero"!!!

E vergogna a coloro che hanno nostalgia dell'inquisizione!

dal suo blog: www.burbero.splinder.it

giovedì, 17 luglio 2008

Denuncia per il Papabanner

Oggi mi è successa una cosa strana, che mai mi sarei aspettato. Sono stato denunciato per il Papabanner e, come forse alcuni si sono accorti, esso è sparito da tutti i siti. E stavolta non per un server down qualche ora.
Ecco la storia, in forte ritardo vista la mia poco frequente comparsa su internet. Ringrazio  il buon Marco per essersi subito indignato e aver sparso la voce  (103  punti su OkNotizie non è male).

I DATI DI FATTO: da poco più di due anni faceva bella mostra di sè su questo blog un piccolo banner che avevo chiamato "Papabanner". L'avevo messo a disposizione di chiunque volesse copiarlo anche nel proprio sito, attraverso il codice html. Più di 500 siti da quel momento hanno sposato la mia modesta iniziativa, nata un po' per gioco.
Il banner rappresentava Ratzinger (una foto originale, non manipolata), con una scritta che diceva "Il Papa condanna questo blog" o, in un'altra versione, "Sito scomunicato".
I motivi di questo banner li spiegai in questa pagina. Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: il banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica (si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.
Il tono goliardico è dato dalle frasi.  E' ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. La ragione viene dai metodi da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono solo per dirne una delle più infami. Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo politico, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa.

Insomma, per farla breve, questo Papabanner non voleva offendere nessuno e, anche sforzandosi, non credo si possa attribuirgli più significati di quelli esposti (che tra l'altro erano già ben spiegati a suo tempo nell'apposita pagina): diritto di critica e un po' di ironia. Se uno invece è d'accordo col Papa, perfetto, che non si prenda il banner, non c'è bisogno di insultarmi come molti hanno fatto, attaccandomi personalmente, offendendo me e i miei congiunti. Dei veri cristiani!

Per farla ancora più breve, qualcuno mi ha denunciato per questo. E il Papabanner è sparito.

I FATTI NON ACCERTATI: Non so bene cosa sia successo. Quello che so è che oggi mi ha chiamato una persona che si occupa della gestione dell'hosting su cui si trovava il banner, dicendomi che la polizia li aveva contattati, parlando di una denuncia, e che mi avevano bloccato lo spazio web, oscurando perciò il banner. Lì per lì sono rimasto basito, non sono riuscito a fare una serie di domande che mi si sono accavallate nella mente solo dopo, l'unica cosa di cui sono riuscito a discutere era che reato mi si contestava, dato che ci vuole del buono per cavare un insulto dal banner, figuriamoci un reato. Il tizio è stato comprensivo "eh, guardi, in effetti anche per me...".
Ciò che ora mi chiedo è: è la polizia che ha chiesto all'hosting di  bloccarmi? Non mi pare probabile. Quello che mi pare più probabile è che la polizia li abbia contattati, avvisandoli del fatto che c'era una denuncia a carico di uno che usava quello spazio e, tra il vedere e il non vedere, abbiano deciso di bloccarmi per evitare di passare eventuali casini. I cagasotto. Ma questa fantomatica denuncia non è arrivata a me, la polizia non si è ancora fatta sentire, quindi suppongo e spero che vi si siano fatti una risata su e l'abbiano scaricata nel cesso.
Dubito infatti che la cosa avrà seguito, almeno da parte della polizia, mi sembrerebbe strano. Se fosse così semplice sbarazzarsi dei siti che non ci piacciono saremmo tutti lì a denunciare il sito che insulta Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bush (e per ognuno di questi ce n'è a pacchi, anche di pesantissimi) o qualunque capo di stato ci stia simpatico, ottenendone immediatamente l'oscuramento. Ricordo che ci sono fior di siti che danno del nazista a Ratzinger! Perchè non denunciare quelli?
Ad ogni modo che ci siano dei mitomani che non hanno altro da fare se non denunciare chi non gli piace, mi pare piuttosto grave. Mi piacerebbe molto sapere nome e cognome, ma non credo che la polizia me li darà.

L'IMMEDIATO FUTURO: Domani mattina cercherò di chiamare la Polizia Postale e nuovamente quelli dell'hosting per capire di più della situazione.

Ad ogni modo il Papabanner risorgerà. Penso che lo sposterò su un sito oltreoceano, gli darò una pagina dedicata al di fuori del blog e manderò una mail a tutti quelli che lo avevano, per segnalargli il nuovo banner. Ho in mente anche alcune altre cosette, come un contest di grafica per creare i nuovi Papabanner e altro.

Grazie a tutti quelli che hanno supportato il Papabanner, non abbandonatelo, risorgerà dalle sue ceneri!

 

lunedì, 21 luglio 2008

 

Allora. Ho poi approfondito la questione Papabanner censurato con la polizia (il ritardo è dovuto alla mia difficoltà nel collegarmi). Vengono fuori due cose, una rassicurante, una inquietante. La prima è che non c’è una vera denuncia come mi era stato detto, ma solo la minaccia di una possibile azione legale, ovvero qualcuno ha contattato la polizia e gli ha detto che avrebbe potuto procedere se la cosa non rientrava. La questione inquietante è che io pensavo che a farlo fosse stato uno di quei mitomani senza nulla da fare se non venire ad insultarmi sul blog. Invece si tratta della Chiesa stessa. Esatto. Questo spiega molte cose, come ad esempio il perché la polizia non li ha mandati al diavolo per questa sciocchezza.
La polizia postale mi ha detto che non c’è una vera denuncia, ma che “esponenti della Curia” li hanno contattati manifestando il loro disappunto ed eventualmente dichiarandosi pronti a denunciarmi. Così la polizia ha avvisato il servizio di web hosting che ha prontamente bloccato tutto.
Perciò sulla mia testa pende la minaccia della denuncia della Chiesa. Il motivo? Sembra diffamatorio che il Papa scomunichi siti che parlano di temi laici e atei. Anime candide. Non era abbastanza chiara l’ironia: pensano che io tenti surretizziamente di far passare la falsa informazione che il Papa abbia DAVVERO scomunicato il mio blog. Chissà quanti gonzi ci sono là fuori che pensano: “ehi, il Papa ha scomunicato il blog di un signor Nessuno!”.
Ma visto che mi piace assumere, anche solo per amor di retorica, che nessuno sia così stupido, vediamola sotto un altro rispetto: forse che il problema non sia magari la DIFFUSIONE del banner? Ci sono più di 500 siti che l’hanno esposto e ricevo ogni settimana nuove adesioni. Sono onorato che la cosa li abbia disturbati. Perciò è facile: si contatta la polizia e gli si dice: “questa cosa non ci garba”, quelli lo dicono al web hosting: “guardate che la Chiesa potrebbe denunciare un vostro cliente” e quegli altri bloccano subito tutto, non sia mai che finiscano anche loro nelle grinfie di Bagnasco. Semplice. L’autore è un povero studente spiantato che ha fatto una ragazzata, lo si intimorisce e la smette, il banner poi ormai è scomparso.
Tutto vero. Era una ragazzata. Però queste cose mi fanno uscire dai gangheri: l’arroganza dell’intimidazione (“figurati se questo ha i soldi per pagarsi un avvocato e rischiare il processo”) e la censura della libertà di espressione.
Il poliziotto mi ha detto che non succederà nulla se le cose rimangono come adesso, ma che io sono libero di rimettere il banner, sapendo però che c’è qualcuno che potrebbe denunciarmi per questo. Questa non è proprio censura in effetti, ma un modo tutto italiano di ottenere lo stesso risultato: non è che ti impediamo di fare una cosa, tu la puoi fare, ma sappi che se lo fai dovrai vedertela con gente molto più potente di te che, magari anche a torto, può vincere in tribunale perché si può permettere dei buoni avvocati.
Sposterò i banner su un server americano, li renderò a prova di “ambiguità”, darò al banner una pagina tutta sua fuori da questo blog (se la merita) e scriverò a tutti i siti che si schierano dalla parte dei laici e a quelli che combattono per la libertà di espressione. Non che mi aspetti assistenza giuridica, non sono un martire e questo non è un grande caso. Ma mi basta il passaparola e l’indignazione di quanta più gente è possibile. Sono sicuro che se avessi il sostegno (anche solo verbale) di molte associazioni gli passerebbe la voglia di intimidirmi.
Per questo, se voleste segnalarmi nei commenti a questo post qualunque sito/associazione che difende i diritti d’espressione e la libertà di parola (o qualunque sito in generale pensate possa essere interessato a questo caso), sarò lieto di mandare anche a loro una copia della lettera che sto preparando con la mia storia.
 
Grazie ancora a chi mi ha espresso solidarietà.

redazione[at]civiltalaica.it

mi manda sabina

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Maurizio "The Hand" Di Bona

by AlexJC | commenti | commenti (popup)
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L’isteria e l‘ipocrisia dei catto-talebani

Era ovviamente prevedibile che la sentenza della Corte di Appello Civile di Milano scatenasse le ire dei bigotti che governano ininterrottamente, senza soluzione di continuità, questo paese da tempo immemore a questa parte.

Alle reazioni catto-talebane, isteriche e di conseguenza ridicole, siamo abituati e ci abbiamo fatto il callo; non per questo però dobbiamo tralasciare di controbatterle punto per punto. Evidenziare l’ipocrisia (nonché la pochezza intellettuale) catto-talebana è un compito che nella sventurata Italia di oggi, provincia del Vaticano, è per lo meno doveroso. Non fosse altro che per lasciare la testimonianza ai nostri posteri che, per quanto la potenza catto-talebana all’apice della sua influenza economica e politica si sforzi, in realtà non riesca mai a tacitare le voci ad essa dissidenti neanche nel paese più succube del suo dominio.

Ritengo quindi doveroso ribattere per l’ennesima volta l’accusa di nazismo, anche vergognosamente esplicita, che viene fatta non solo ai sostenitori storici del diritto del morire, cioè i Radicali, l’Ass. Coscioni etc. ma finanche al padre di Eluana Englaro. Per i catto-talebani non c’è differenza fra Hitler che voleva sterminare tutti gli “esseri difettosi” e un padre pietoso che vorrebbe veder realizzato il desiderio di sua figlia di non essere mantenuta in vita artificialmente grazie alle macchine.

Inutile, ma necessario, rimarcare il fatto che per non vedere questa differenza bisogna essere o totalmente idioti, o totalmente in malafede, o accecati dai dogmi irrazionali di una fede malata.

Sempre doveroso inoltre sottolineare l’ipocrisia di quella parte politica, e di tutti i suoi sostenitori, che si preoccupa di seguire i dogmi della Chiesa Cattolica quando si tratta di prolungare l’agonia di una povera ragazza vittima di un incidente, ma poi se ne sbatte altamente quando si tratta di evitare  lo sterminio di centinaia di migliaia di civili in guerre a cui il loro tanto amato Papa era esplicitamente contrario.

Ma quello che più di ogni altra cosa resterà a testimonianza dell’abissale ipocrisia catto-talebana è l’atteggiamento di coloro che sostengono di essere contrari all’applicazione della sentenza in QUESTO caso perchè, udite udite, la volontà della ragazza non è chiaramente manifestata e “non ci si può fidare” delle testimonianze del padre e delle sue amiche.

Non basta quindi che questi cialtroni bigotti abbiano impedito con ogni mezzo e mezzuccio a loro disposizione di arrivare anche solo a discutere una legge sul Testamento Biologico nel nostro parlamento (ormai una succursale della CEI); ora ci dobbiamo anche sentir dire da questi sedicenti liberali che se ci fosse stato un Testamento Biologico allora se ne sarebbe potuto parlare!

Secondo i suddetti cialtroni, noi laici (i propriamente detti intendo, non i conversi di cui il parlamento è pieno) dovremmo restarcene in silenzio mentre loro gettano fango in maniera più o meno esplicita su Beppino Englaro e le amiche di Eluana che hanno testimoniato la sua volontà di non essere mantenuta in vita artificialmente. Semplicemente sentirsi dire che questo caso sarebbe diverso da quello di Welby perché non può essere stabilita la volontà diretta di Eluana è quanto di più offensivo si possa dire a suo padre e alle sue amiche.

È tutto sommato comprensibile che tali atteggiamenti vengano da coloro che una famiglia non ce l’hanno mai avuta (per loro scelta) e si limitano a ficcare il naso nelle famiglie degli altri dall’alto del loro abito talare; più sorprendente invece quando questi atteggiamenti arrivano da persone che una famiglia ce l’hanno... ma si sa, mantenerla la famiglia è difficile e schierarsi con sofistici arrampicamenti sugli specchi dalla parte dei catto-talebani per dar loro un appoggio laico (impropriamente detto) paga non bene, ma benissimo.

Non si capisce per quale motivo questo caso dovrebbe essere diverso da quello di Welby; solo perchè la richiesta è fatta per bocca del tutore legale di Eluana (il padre) e non direttamente da lei che è impossibilitata? Forse i sostenitori di questa risibile tesi dovrebbero riguardarsi cosa significa essere stati nominati tutori legali di una persona...

Incredibile poi l’ipocrisia nel sostenere che infilare un tubo nello stomaco di una persona per alimentarla forzatamente, e infilargliene un altro nei polmoni per ventilarla forzatamente non corrisponda ad un “trattamento sanitario”.

Chissà perché allora il “trattamento sanitario” in questione non è stato effettuato a Karol Woitla che con una semplice tracheotomia e la conseguente ventilazione forzata sarebbe potuto restare in vita probabilmente fino ad oggi. Forse in quel caso, chissà perché, la volontà di dio era diversa... noi poveri mortali che non sentiamo le voci nella nostra testa non potremo mai saperlo.

Fatto sta che comunque vadano le cose il “caso Englaro” un risultato l’ha ottenuto, ha costretto la sempre vaticanamente prona maggioranza clericale che governa il nostro paese a discutere in parlamento del tema “eutanasia”. Cosa che per decenni ha volutamente e deliberatamente ignorato, fino a che un giudice non ha pensato di riempire i vuoti legislativi semplicemente applicando l’art. 32 della nostra costituzione.

Ora  attenderemo (con poche speranze in realtà) quello che la succursale della CEI, ovvero il parlamento italiano, deciderà; qualche speranza in più la riponiamo nella Corte Costituzionale che difficilmente potrà accettare un vergognoso ribaltamento di una sentenza da parte del parlamento, che in questo caso diventerebbe un ennesimo grado di giudizio del nostro già complicato sistema giuridico.

Vedremo inoltre le laiche mosche bianche di questa maggioranza come si comporteranno e se potranno continuare a restare in una maggioranza chiaramente e sfacciatamente alle dipendenze di Bagnasco e company.

 

 

Alessandro Chiometti

Roba da chiodi

Davvero incredibile quello che si trova in giro sulla rete...

Gustatevi questa "discussione"sul forum di panorama  promossa da un "cattolico" (virgolette d'obbligo) al fine di dimostrare che la chiesa era la prima a sostenere l'eliocentrismo (sic) e gustatevi l'intervento del catto-talebano "Pino" che arriva a sostenere che nella disquisizione fra la Chiesa Cattolica e Galileo, "Galileo aveva torto, e questo e' un fatto".

Roba da non credere lo so, ma la realtà del nostro misero e sventurato paese è questa, branchi di ignoranti che si affidano alle ostie divine e citano a memoria improbabili studi di prezzolati mistificatori.

Davvero, un paese che in certi momenti sembra senza speranza alcuna.

Alessandro Chiometti

In difesa della scuola pubblica

Anche se le scuole sono chiuse ci sono sindacati che stanno combattendo una dura battaglia per difendere ciò che resta della scuola pubblica. In loro onore e per quel che è possibile in loro supporto non dimentichiamo le parole di uno dei padri fondatori della nostra repubblica.

“Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

redazione[at]civiltalaica.it

Contrordine di Ratzinger: i preti pedofili vanno puniti

Il viaggio di papa Ratzinger in Australia credo sarà ricordato soprattutto per la disinvoltura con la quale (finalmente) si riconosce la catastrofica realtà degli abusi sessuali operati da preti, quasi sempre ai danni di bambini.

Dopo anni di omertà, la strategia ratzingeriana cambia: non solo c'è una ammissione totale, ma perfino una indicazione precisa: i preti che commettono questi reati devono essere puniti anche dai Tribunali civili. Se i giornalisti fossero attenti, avrebbero dovuto meravigliarsi di una ammissione così lapalissiana e sottolineare che ammettere questo significa anche ammettere che finora si era portata avanti una politica di assoluta copertura, se non di complicità.

Se il papa avesse detto "è ora che i ladri siano processati per furto" certamente si sarebbe notata di più la banalità di una simile affermazione. Ma poiché tutti sanno benissimo che il Vaticano ha delle colpe per non aver né prevenuto né punito i preti pedofili, addirittura perseguitando le vittime anziché tutelarle, nessuno si meraviglia per queste affermazioni così gravi quanto ormai inevitabili, anzi, c'è da giurare che adesso gli addetti alla disinformazione faranno di Ratzinger un "eroe" per aver risolto il problema.

Proprio lui, che secondo la magistratura americana è uno dei maggiori colpevoli per la protezione fornita ai preti pedofili. Proprio lui, che se non fosse diventato papa, sarebbe stato forse processato negli USA per favoreggiamento del reato di pedofilia pretesca. 

E' tuttavia interessante notare che questo clamoroso dietro-front della strategia vaticana significa certamente una sconfitta. Finalmente il Vaticano NON RIESCE a manipolare l'informazione al punto tale da far dimenticare l'esistenza del problema, come avrebbe voluto. Anzi, si deve in qualche modo sottomettere all'opinione pubblica mondiale che grazie a tante fonti informative non condizionate dal vaticano (come la BBC) lo ha praticamente COSTRETTO alla pubblica ammenda.

Resta un dubbio: l'appello (o il finto appello) di Ratzinger sulla necessità di processare e punire i preti pedofili sarà ascoltato anche in Italia? Vedremo finalmente anche i preti pedofili italiani al loro posto, cioè in galera? Come accaduto ai loro colleghi americani, australiani, inglesi, ecc.?

Mi domando inoltre: è stata compresa la CAUSA di una simile aberrazione? E come si intende provvedere? Si continuerà ad imporre ai preti una forzata castità sin dal seminario o finalmente si riconoscerà a costoro il diritto fondamentale di ogni essere umano, che è quello di avere un coniuge e una famiglia?

Luigi M. Nicolai