Satira, libertĂ  di espressione e genialitĂ 

Lunedi 29 Settembre, appare sull'unità o per meglio dire sul suo inserto satirico "emme" questa vignetta:

Reazioni isteriche del PDL, in particolare di Gasaprri che portano a scusarsi i direttori dell'unità e di emme.

Poi oggi sul manifesto c'è Vauro che chiude la questione.

Standing Ovation e niente commenti!!!

redazione[at]civiltalaica.it

suoni

e la gente si inchinava e pregava
il Dio al neon che avevano creato.
e l'insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari."
E sussurrò nel suono del silenzio

Simon & Gurfunkel - The Sound Of Silence (Sounds of Silence - 1966)

by AlexJC | commenti | commenti (popup)
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Gomorra

“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”, scrisse a suo tempo Bertold Brecht.

Giusto. Anzi, sacrosanto.

Ma la nostra nazione con diverse regioni, e zone, saldamente sotto il controllo delle cosche mafiose, di eroi ne ha bisogno come il pane. E’ inutile negarlo.

Giorgio Bocca nella sua rubrica settimanale su “l’espresso” scriveva qualche anno fa che l’Italia sta tacitamente ed inesorabilmente cedendo poco a poco il controllo dei suoi territori all’illegalità; fino a venti anni fa la linea di illegalità era “sotto Napoli” mentre oggi si può tranquillamente affermare che è “sotto Roma” che l’illegalità domina.

Ed in piena estensione del fenomeno dell’illegalità di stampo mafioso è uscito nel 2006 questa opera prima che è un potentissimo atto di denuncia contro le cosche camorristiche che insaguinano principalmente la Campania, sto parlando ovviamente di “Gomorra” di Roberto Saviano, ed. Mondadori.

Che questa denuncia giornalistica sia un atto di eroismo lo testimonia il fatto che questo coraggioso ragazzo del ’79 (avete letto bene, Roberto Saviano non ha ancora trent’anni) è costretto dall’uscita del suo libro a vivere perennemente sotto scorta, a non uscire di casa, a leggere quotidianamente le minacce di morte che appaiano sui muri della sua città.

Troppe le cose raccontate nel suo libro per “fargliela passare liscia”: i meccanismi della gestione del traffico di droga, l’assistenza/previdenza parallela istituita dalla camorra per i suoi affiliati, la gestione del mercato delle firme false, la gestione del traffico dei rifiuti tossici che da tutta Europa vengono smaltiti nelle campagne campane uccidendo con i tumori tutti i campani.

Personalmente però quello che mi fa più rabbia e mi porta a scrivere di “Gomorra” solo ora a due anni di distanza dalla sua uscita, è vedere che un ragazzo coraggioso come Saviano, venga attaccato in televisione da un ormai pseudo-giornalista come Emilio Fede usando gli stessi argomenti dei camorristi. Ovvero Fede rinfaccia a Saviano di aver “fatto i soldi” con il suo libro.

Ci sarebbe da ridere se questo ragazzo, non scontasse quotidianamente il prezzo del suo coraggio.

Ma che il primo difensore mediatico di Silvio Berlusconi, rinfacci a qualcun’altro dei (giusti) guadagni di un proprio libro, è roba da guinness dei primati dell’indecenza e della faccia di bronzo.

Per contrastare l’azione dei tanti Emilio Fede di questo paese cerco nel mio piccolo di rilanciare la proposta fatta al festivalettratura di Mantova da Domenico De Masi.

PROPONIAMO ROBERTO SAVIANO PER IL PREMIO NOBEL PER LA PACE.

Diamoci da fare, facciamo girare la voce, e rilanciamola in ogni situazione.

Il ragazzo se lo merita.

 

Alessandro Chiometti

blasfemia

Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino,
non avevano leggi per punire un blasfemo,
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte,
mi cercarono l'anima a forza di botte.
[...]

E se furon due guardie a fermarmi la vita,
è proprio qui sulla terra la mela proibita,
e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato,
ci costringe a sognare in un giardino incantato.

Fabrizio De Andrè - Un blasfemo (Non al denaro, non all'amore nè al cielo -1971)

In difesa di Darwin

Sinceramente, dopo le parole di Papa Woytla che aveva invitato il mondo cattolico a prendere seriamente in considerazione la teoria dell’evoluzione come spiegazione della presenza dell’uomo sulla terra, pensavo che i furori crazionisti si sarebbero un po’ calmati.

Invece dopo più di dieci anni da quelle parole illuminate (fatto peraltro abbastanza raro negli interventi di Woytla) c’è ancora bisogno di difendere Darwin... anzi, oggi più che mai, possiamo dire.

Questo breve saggio di Telmo Pievani (“In difesa di Darwin”, Bompiani, 123 pp., € 8,00) ha l’indiscutibile merito di raccogliere i misfatti più significativi del movimento antievoluzionista italiano.

Partendo  dal capolavoro della ministra Moratti (degna precorritrice della odierna ministra Gelmini) grazie alla quale i creazionisti italici hanno conseguito il loro maggior successo, ovvero il forte ridimensionamento dell’ingombrante presenza dell’evoluzione biologica nei programmi scolastici, si arriva alla “strana” sostituzione da parte del Vaticano di Padre Coyne, direttore dell’osservatorio astronomico di Castel Gandolfo, che probabilmente ha pagato il suo schierarsi apertamente e decisamente a fianco dell’evoluzionisti contro il Disegno Intelligente (ovvero la maschera sotto cui il creazionismo cerca di rientrare nella casa della scienza dopo essere stato cacciato a pedate dalla porta).

Il quadro tracciato dal bravo Prof. Pievani è disarmante, leggere certi passi che riportano il “sermonti-pensiero” se in un primo momento fa sorridere poi, inevitabilmente, fa piombare il lettore in una depressione quasi profonda. Pensare che questi sono i personaggi che vengono portati come esempio di “scienziati modello” dalla parte catto-integralista, porta inevitabilmente a considerare chiusa ogni qualsiasi forma di dialogo.

In conclusione il saggio di Pievani non mette certo di buon umore, ma del resto questo era intuibile fin dal sottotitolo, ovvero:  “piccolo bestiario dell’antievoluzionismo all’italiana”. Tuttavia è un passaggio obbligato per tenersi aggiornati sulle fantasie creazioniste senza essere costretti a comprare L’Avvenire.

 

J. Mnemonic

Libera...

Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine!

Francesco Guccini - Libera Nos Domine (Amerigo, 1978)

Un ottima analisi

Dal sito dell'UAAR, una perfetta replica alle solite farneticazioni dell'Avvenire.

Chiunque sia l'autore, i nostri complimenti!

redazione[at]civiltalaica.it

Continuano le violenze anticristiane in India: nei giorni scorsi, a Jabalpur, è andata a fuoco la cattedrale cattolica. L’altro ieri, su Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, Andrea Lavazza ha preso spunto proprio da quest’ultimo fatto per denunciare come l’Occidente sia rimasto senza voce di fronte a tanta violenza. Anzi, ha rincarato la dose sostenendo che “i mille volenterosi volterriani, pronti a battersi fino alla morte affinché chiunque possa esprimere le proprie idee, anche se non le condividono, [sembra che] nutrano con il filosofo illuminista lo stesso pregiudizio anti-cattolico, in base al quale si possa fare un’eccezione rispetto al proclamato diritto universale di esprimere liberamente le proprie opinioni. E, di conseguenza, di poter manifestare in piena sicurezza la propria fede religiosa”.
Sull’edizione di ieri Luigi Geninazzi ha parlato di “cristianofobia”, di “globalizzazione” dell’”odio anti-cristiano”, definito un “nuovo antisemitismo”, che contraddistinguerebbe “vari paesi del mondo”. Gli esempi di Geninazzi sono India, Turchia, Iraq, Indonesia, Pakistan, Algeria, striscia di Gaza.
Ecco, proprio gli esempi forniti da Geninazzi permettono di inquadrare bene il problema: non si tratta infatti di paesi dove i volterriani abbondano. E anche laddove, per ragioni storiche, lo stato è laico, sono i partiti religiosi, l’AKP islamico in Turchia come il BJP induista in India, a soffiare sul fuoco. E soffiano proprio partendo da valori quali la “tradizione”, “le radici religiose” della loro nazione, la sottolineatura che cambiare religione “è male”. Sono le stesse argomentazioni, avanzate, sicuramente senza violenza, ma non con minor determinazione, dagli ultimi due papi nei confronti dele autorità politiche occidentali.
I volterriani, e più in generale i sostenitori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ritengono invece che il diritto di cambiare convinzione, religiosa o no, per assumerne un’altra, religiosa o no, sia un diritto inalienabile dell’uomo. I leader religiosi non la pensano così. Volterrianamente siamo solidali con i cristiani perseguitati in India, e volterrianamente siamo per la libertà di coscienza per tutti e ovunque: altrettanto volterrianamente, però, invitiamo i cattolici a non invocare laicità e libertà di coscienza solo laddove si trovano in minoranza. Sarà più facile, per i loro correligionari che vivono nei paesi a rischio, dimostrare la propria buona fede.

PROTESTATE!!!

Il precedente articolo è stato inviato alla posta elettronica del Presidente della Repubblica per spingerlo a rompere il silenzio sulla vergognoso insulto alla nazione rivolto dal Generale Torre durante le celebrazioni del XX Settembre a Roma.

Vi invitiamo ad inviare le vostre proteste al Presidente Napolitano usando il mezzo di contatto presente sul sito del quirinale. RAGGIUNGIBILE DA QUESTO LINK!

Fate sentire la vostra voce.

redazione[at]civiltalaica.it

Gli Antitaliani

Cosa sarebbe successo se, tanto per fare un esempio recente, in una commemorazione dell'eccidio di Nassirya un rappresentante delle istituzioni italiane invece di ricordare i nomi dei militari italiani uccisi avesse ricordato i nomi dei kamikaze islamici che hanno causato il massacro dei nostri compatrioti?

Facile a immaginarsi: ci sarebbe stata una sommossa istituzionale che in brevissimo tempo avrebbe portato alla immediata destituzione e allontanamento dello sconsiderato rappresentante, nonchè presumibilmente alla sua incriminazione per vilipendio alla bandiera, nonché al suo isolamento politico.

Sarebbe ovvio, in un paese normale, aspettarsi una reazione simile per chi offende la memoria di quei militari italiani che il XX Settembre 1870 realizzarono il compimento dei sogni risorgimentali mettendo fine al potere temporale del Papa (il più aguerrito nemico dell'unità d'Italia) e consegnando alla nazione la sua capitale naturale, cioè Roma.

Ma questo, come ormai ampiamente appurato, non è un paese normale.

E' anzi un paese in cui l'offensiva revisionista clericalista sta raggiungendo il suo apice in tutti i campi; che si parli di storia, di scienza, di cultura è ormai una continua propaganda cattointegralista volta a far tornare il nostro paese indietro di (almeno) cent’anni, in termini di diritti civili, laicità, libertà di espressione e quant’altro possa dar fastidio ai palazzi vaticani.

E’ cosi che un incaricato del sindaco (oramai internazionalmente considerato neofascista) Alemanno, in sua degna rappresentanza, può permettersi di insultare impunemente i Bersaglieri che nel 1870 fecero la “Breccia di porta pia” ricordando e onorando i loro nemici Zouavi, durante la commemorazione italiana (e voglio sottolineare ITALIANA) del XX Settembre.

Imbarazzante per non dire altro, l’assordante silenzio del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Un perdurare di questo silenzio non potrà che essere inteso come complicità e assenso a questo vergognoso insulto alla nostra bandiera, ai nostri militari e alla nostra memoria.

Cosa occorrerà ancora per dare una scossa a quei “laici ma non laicisti” o “laici ma non anticlericali” o più semplicemente “laici ma troppo attaccati al potere per dar fastidio alle gerarchie vaticane” per smuoverli dal loro torpore e farli rendere conto che siamo su una china antilibertaria pericolosissima, in cui il neofascismo sta pericolosamente prendendo sottobraccio il fanatismo religioso più becero per riportare indietro il nostro paese di decenni? Un mio amico, rivolgendosi ai cosiddetti riformisti che vogliono dialogare con tutti sempre e comunque, una volta disse “ma è possibile che riconoscete un fascista solo dopo che vi ha tirato una manganellata in faccia?” parafrasandolo dico, ma è mai possibile che dovete riconoscere un fondamentalista religioso solo dopo che vi ha bruciato sul rogo? Svegliatevi!

Alessandro Chiometti

Benedetto Buon Senso...

Ovviamente c'è da rallegrarsi della decisione presa dal guardasigilli Alfano che, evidentemente travolto da un inspiegabile ventata di buon senso in un paese in piena deriva clericale,  ha negato l'autorizzazione a procedere contro Sabina Guzzanti per le presunte "offese" al papa durante il "no cav day" dell'8 Luglio scorso.

A prescindere dalle giustificazioni del Ministro della Giustizia volte ad enfatizzare la bontà papale "in grado di perdonare qualunque offesa" o dalla interpretazione molto più realistica data da Di Pietro, il tutto verrà comunque ricordato come un clamoroso tentativo di intimidire chi intende avvalersi del diritto di libertà di espressione.

Certo, per gli amanti della farsa non è una buona notizia... sarebbe stato interessante assistere ad un processo con "scenette" di questo tipo:

Accusatore: "la sig.ra Guzzanti è accusata di vilipendio contro il Papa per averlo arbitrariamente collocato all'inferno in un prossimo futuro"

Giudice: "ci sono dei precedenti al riguardo?"

Difensore: "...mah, ci sarebbe un certo Dante Alighieri padre della lingua italiana..."

OPPURE

Lettura della sentenza: "si ritiene dunque illegale collocare arbitrariamente chi non piace o chi si reputa che si stia comportando in modo disdicevole nel cosidetto 'inferno'. La sig.ra Sabina Guzzanti è condannata a pagare tot migliaia di euro e contemporaneamente sono da ritenersi, da oggi, illegali nel nostro paese tutte le principali religioni monoteistiche della terra".

Ma tant'è, per questa volta gli amanti della farsa dovranno accontentarsi dei commenti dell'Avvenire...

Alessandro Chiometti