Va bene, prendiamoli sul serio, visto che ci tengono tanto.
Mons. Bagnasco si è arrabbiato sul serio per le reazioni ironiche che ci sono state alle esilaranti parole di Benedetto XVI sull'AIDS e i preservativi. Come riporta fedelmente “l'occidentale”:
...il cardinale Angelo Bagnasco ha difeso pubblicamente Benedetto XVI affermando che “la polemica pretestuosa sul preservativo ha superato il limite e non ci si è limitati a un libero dissenso, ma si è arrivati a un ostracismo che esula dagli stessi canoni laici. L'irrisione e la volgarità tuttavia non potranno far mai parte del linguaggio civile, e fatalmente ricadono su chi li pratica”.
Ovviamente il Monsignore non se ne rende conto, ma dovrebbe solo ringraziare il suo dio se la maggiorparte delle critiche gli è piovuta addosso in forma ironica e irrisoria. È evidente che verso questi vecchi che vivono fuori dal mondo in palazzi dorati seguendo, o millantando di seguire, i loro precetti religiosi, hanno tutti un occhio di riguardo. Così quasi nessuno ha voluto commentare seriamente le parole di Ratzinger, la magiorparte dei commentatori mondiali si è limitata a qualche battutina ironica. Ma è proprio questo che ha dato fastidio a Bagnasco, l'ironia... e allora ha preteso un atteggiamento più rispettoso nei confronti del Santo Padre.
Il Lancet lo ha subito accontentato, senza un filo di ironia ha accusato Joseph Ratzinger di distorcere a suo uso e consumo la scienza causando danni impoderabili alle nazioni in via di sviluppo. In sintesi ha dato al pontefice dell'ignorante nell'ipotesi buonista, del mistificatore in malafede in quella più cattiva.
Effettivamente non c'è niente da ridere. Le parole di Ratzinger promulgate nel nostro paese a reti unificate costituiscono un vero e proprio pericolo sociale. È paragonabile ad invitare la gente ad ubriacarsi prima di mettersi alla guida, o di giocare alla roulette russa per vincere soldi.
Alessandro Chiometti

