Fango che come spesso accade sono gli stessi, autodefinitesi, cristiani a gettarsi addosso.
Come accade sempre più frequentemente noi laici siamo costretti a dover distinguere fra dei religiosi adulti, che si preoccupano di testimoniare la loro fede senza per questo doverla imporre (vedi le Comunità Cristiane di Base) e degli integralisti fanatici che adulti non diventeranno mai e per cui il simbolo esposto e ostentato conta molto più della sostanza.
A questi ultimi si sono affiancati tutta una serie di personaggi che si ergono a difensori del crocifisso negando con il loro stesso atteggiamento ciò che quel simbolo dovrebbe in qualche modo significare.
Come non ricordare a fulgido esempio di questi individui il Ministro della Difesa (e dell'offesa evidentemente) La Russa che intimava in diretta nazionale ai pacatissimi laici che difendevano la sentenza della Corte di Strasburgo “potete morire”? Ah, quale esempio di sana cristianità.
Ma del resto non è certo da solo il ministro, visto che al cristianissimo gruppo di Facebook “Tu stacchi il crocifisso? Io ti stacco le mani!” si sono iscritte quasi ventimila persone, evidentemente tutti difensori della cosiddetta cristianità!
Non credo ci sia bisogno di scomodare la psicoanalisi per parlare di individui che per difendere la cristianità staccherebbero le mani al prossimo... semplicemente è questo il risultato di almeno un secolo di ambiguità da parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che se da una parte gli fa comodo propagandare il messaggio evangelico di amore e fratellanza per conquistare fedeli, dall'altra ha sempre abbracciato dittatori, guerre e persecuzioni, proponendo cappellani militari (che sono di per se un ossimoro), negando nei fatti il messaggio evangelico stesso.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i difensori del crocifisso sono cosi incredibili (nel senso di non credibili) che esibendo il loro cieco fanatismo rafforzano in quasi tutti i laici la convinzione che la sentenza di Strasburgo è giustissima.
E anche quei laici come Travaglio che vorrebbero difendere l'esposizione del “simbolo di umanità e fratellanza” sono costretti prima di tutto a dissociarsi pubblicamente dallo spettacolo indecoroso che i tanti La Russa di questo paese stanno offrendo.
Alessandro Chiometti

