Cronaca del XX Giugno 2009


Il 18, 19 e XX Giugno 2009 si è svolta a Perugia la 3^ edizione di "FieraMente Anticlericali", manifestazione ideata dal Comitato Pietro Castellini.

Il Comitato è nato tre anni fa per recuperare e condividere la memoria storica sulla figura dell' "Anonimo martire, fulgido eroe, pessimo tiratore e incauto soggetto della città di Perugia", come viene indicato nei documenti del Comitato stesso.

Pietro Castellini è l'emblema di tutti quelli che il XX Giugno 1859 perirono nella difesa di Perugia dall'assalto delle truppe pontificie.

Quest'anno, alla manifestazione si sono unite l'associazione culturale "Civiltà laica" e l'Uaar (Unione Atei Agnostici Razionalisti).

L'edizione 2009, così come quella del 2007, era articolata in tre giornate.

Giovedì 18, alla sera, c'è stata la presentazione sia del libro "Kamasutra per disabili" che del video "Erotika italiana", entrambi sul tema della disabilità&sessualità, di Gabriele Viti, ex Assessore alla cultura del Comune di Cortona (AR).

L'iniziativa si è svolta presso il Macadam, locale in Borgo XX Giugno, ed ha ottenuto una buona  partecipazione di pubblico, interessato al tema e divertito dall'ironia ed autoironia di Gabriele.

Venerdì 19, nel pomeriggio, è stato presentato il libro "Lo stregone di Assisi - Il volto negato di San Francesco", di Andrea Armati, presso la sala della Partecipazione della Regione Umbria.

In questo caso, il pubblico avrebbe potuto essere più numeroso, ma c'è da notare che, in occasione del 150^ anniversario del XX Giugno, le iniziative presenti a Perugia in quei pomeriggi erano molteplici.

Lo stesso giorno, alla sera, al Macadam, proiezione del film-documentario "Zeitgeist", in particolare della sua prima parte, dedicata alle religioni monoteistiche.

Anche in questa serata, si è registrata una buona presenza di pubblico, incuriosito dalle informazioni originali contenute nel film.

Sabato XX Giugno: alle 14, alla rotonda di Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni, luogo degli accadimenti storici che  videro la morte di Pietro Castellini, brindisi alla memoria dell' "Anonimo martire, fulgido eroe, pessimo tiratore, incauto soggetto della città di Perugia".

Dalle 16,30 gazebo di Civiltà laica, Comitato e Uaar, con libri e altro materiale anticlericale, ai giardini  del Frontone, nei pressi del monumento che ricorda gli scontri.

Ai piedi del grifo (sul lato del monumento trascurato dalle celebrazioni ufficiali), che sotto una zampa schiaccia l'idra dalle sette teste e sotto l'altra la tiara pontificia (quest'ultima ormai visibile solo in questa statua o quasi: il grifo comunemente riprodotto, infatti, sotto le zampe schiaccia... il vuoto!), è stato posto un mazzo di fiori, firmato "Uaar Perugia".

Aggiungiamo, infine, che durante la tre giorni, al Macadam è stata esposta una mostra fotografica e documentaria di contenuto variamente anticlericale, con, in particolare, un pannello dedicato al tema "Chiesa e Fascismo"; inoltre, il 19 l'Uaar ha tenuto un presidio anticlericale in piazza della Repubblica.



Alcune osservazioni conclusive.

Nessun giornalista s'è fatto vivo, e nessun articolo in merito s'è visto sui giornali; tali cose sono avvenute solo nel 2007, alla 1^ edizione.

C'è dunque un complotto del silenzio in corso?



Per quanto riguarda il corposo programma che il Comune di Perugia aveva predisposto per questo 150^ anniversario del XX Giugno: leggendolo, non si capiva, a meno di non saperlo già, che i martiri civili che diedero la vita per la liberazione della  città, si opponevano non ad un invasore od occupante straniero, ma allo Stato pontificio, ovvero al Papa.



Il Comune, per quelle celebrazioni ufficiali, ha speso migliaia d'euro, per attività sostanzialmente   antistoriche: il concerto della fanfara dei Bersaglieri, i quali, all'epoca dei fatti militari sabaudi, non ebbero nessun ruolo nella vicenda, se non quello di essere inutilmente invocati come soccorritori da parte degli insorti.

O, ancora, l'iscrizione all'albo d'oro di palazzo dei Priori dell'Opera Pia Don Guanella, con tanto di presenza del Vescovo, alle ore 12 dello stesso XX Giugno, giorno che si voleva LAICO!!!

Tutto ciò in aggiunta ai cospicui finanziamenti che la Regione dell'Umbria

e il municipio di Perugia  erogano ogni anno alle parrocchie ed alle associazioni cattoliche.



Comitato Pietro Castellini

Associazione culturale Civiltà laica

Uaar, circoli di Perugia e Terni


Eluana, l'ultima attesa

Giornata importante quella di ieri per Beppino Englaro.

Prima, nel pomeriggio, la notizia che la Corte d’Appello di Milano ha respinto la richiesta di sospendere l’esecutività della sentenza che lo autorizzava ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiale della figlia.

Poi in tarda serata, il pronunciamento della Corte Costituzionale che respingeva l’assurdo ricorso parlamentare presentato dalla maggioranza clericalista che governa questo paese; ricorso ideato per impedire, con un atto di assurda arroganza, ai giudici di legiferare sulla base della Costituzione Italiana.

Questo secondo fatto è senz’altro il più importante perché, si spera, metta un freno ai tanti sedicenti esperti di diritto della maggioranza che sulla base di estrapolazioni grottesche pretendevano di far diventare il parlamento italiano il quarto grado di un sistema giuridico già di per se sufficientemente complicato.

Tanto per essere chiari, rischiando di essere brutali, in questo momento, se Beppino Englaro staccasse arbitrariamente l’alimentazione alla figlia avrebbe giuridicamente ragione. Nessuno lo potrebbe mai accusare di alcunché.

Ma Beppino Englaro, pur provato dalla sua lunghissima ed estenuante attesa di vedere riconosciuto un diritto costituzionale della figlia, ha scelto per l’ennesima volta di avere grande senso di responsabilità e di rispettare le istituzioni italiane. Ha infatti già dichiarato che prima di  compiere qualunque iniziativa aspetterà il pronunciamento della Corte di Cassazione che l’11 Novembre dovrebbe emettere il verdetto definitivo sulla lunga vicenda.

Qualunque siano le proprie convinzioni personali, derivanti da dogmi morali o religiosi o ispirati dalle lotte libertarie volte a rivendicare il diritti di autodeterminazione dell’uomo, credo che TUTTI dovrebbero togliersi il cappello di fronte a lui e riconoscere l’enorme statura morale di questa persona.  

La sua tenacia, la sua azione incessante hanno costretto il sistema giuridico italiano a pronunciarsi su un fatto così “scomodo” che nessuno ne avrebbe voluto parlare, relegando il tutto, come italica consuetudine, alla clandestinità e al buon senso isolato di alcuni infermieri e medici coraggiosi.

Grazie a Beppino Englaro invece l’11 Novembre sarà una data storica (a meno di rinvii dell’ultimo momento), finalmente sapremo se gli articoli costituzionali, il n. 32 in particolare, hanno un senso o sono carta straccia.

 

Alessandro Chiometti

Gli Antitaliani

Cosa sarebbe successo se, tanto per fare un esempio recente, in una commemorazione dell'eccidio di Nassirya un rappresentante delle istituzioni italiane invece di ricordare i nomi dei militari italiani uccisi avesse ricordato i nomi dei kamikaze islamici che hanno causato il massacro dei nostri compatrioti?

Facile a immaginarsi: ci sarebbe stata una sommossa istituzionale che in brevissimo tempo avrebbe portato alla immediata destituzione e allontanamento dello sconsiderato rappresentante, nonchè presumibilmente alla sua incriminazione per vilipendio alla bandiera, nonché al suo isolamento politico.

Sarebbe ovvio, in un paese normale, aspettarsi una reazione simile per chi offende la memoria di quei militari italiani che il XX Settembre 1870 realizzarono il compimento dei sogni risorgimentali mettendo fine al potere temporale del Papa (il più aguerrito nemico dell'unità d'Italia) e consegnando alla nazione la sua capitale naturale, cioè Roma.

Ma questo, come ormai ampiamente appurato, non è un paese normale.

E' anzi un paese in cui l'offensiva revisionista clericalista sta raggiungendo il suo apice in tutti i campi; che si parli di storia, di scienza, di cultura è ormai una continua propaganda cattointegralista volta a far tornare il nostro paese indietro di (almeno) cent’anni, in termini di diritti civili, laicità, libertà di espressione e quant’altro possa dar fastidio ai palazzi vaticani.

E’ cosi che un incaricato del sindaco (oramai internazionalmente considerato neofascista) Alemanno, in sua degna rappresentanza, può permettersi di insultare impunemente i Bersaglieri che nel 1870 fecero la “Breccia di porta pia” ricordando e onorando i loro nemici Zouavi, durante la commemorazione italiana (e voglio sottolineare ITALIANA) del XX Settembre.

Imbarazzante per non dire altro, l’assordante silenzio del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano. Un perdurare di questo silenzio non potrà che essere inteso come complicità e assenso a questo vergognoso insulto alla nostra bandiera, ai nostri militari e alla nostra memoria.

Cosa occorrerà ancora per dare una scossa a quei “laici ma non laicisti” o “laici ma non anticlericali” o più semplicemente “laici ma troppo attaccati al potere per dar fastidio alle gerarchie vaticane” per smuoverli dal loro torpore e farli rendere conto che siamo su una china antilibertaria pericolosissima, in cui il neofascismo sta pericolosamente prendendo sottobraccio il fanatismo religioso più becero per riportare indietro il nostro paese di decenni? Un mio amico, rivolgendosi ai cosiddetti riformisti che vogliono dialogare con tutti sempre e comunque, una volta disse “ma è possibile che riconoscete un fascista solo dopo che vi ha tirato una manganellata in faccia?” parafrasandolo dico, ma è mai possibile che dovete riconoscere un fondamentalista religioso solo dopo che vi ha bruciato sul rogo? Svegliatevi!

Alessandro Chiometti

L’isteria e l‘ipocrisia dei catto-talebani

Era ovviamente prevedibile che la sentenza della Corte di Appello Civile di Milano scatenasse le ire dei bigotti che governano ininterrottamente, senza soluzione di continuità, questo paese da tempo immemore a questa parte.

Alle reazioni catto-talebane, isteriche e di conseguenza ridicole, siamo abituati e ci abbiamo fatto il callo; non per questo però dobbiamo tralasciare di controbatterle punto per punto. Evidenziare l’ipocrisia (nonché la pochezza intellettuale) catto-talebana è un compito che nella sventurata Italia di oggi, provincia del Vaticano, è per lo meno doveroso. Non fosse altro che per lasciare la testimonianza ai nostri posteri che, per quanto la potenza catto-talebana all’apice della sua influenza economica e politica si sforzi, in realtà non riesca mai a tacitare le voci ad essa dissidenti neanche nel paese più succube del suo dominio.

Ritengo quindi doveroso ribattere per l’ennesima volta l’accusa di nazismo, anche vergognosamente esplicita, che viene fatta non solo ai sostenitori storici del diritto del morire, cioè i Radicali, l’Ass. Coscioni etc. ma finanche al padre di Eluana Englaro. Per i catto-talebani non c’è differenza fra Hitler che voleva sterminare tutti gli “esseri difettosi” e un padre pietoso che vorrebbe veder realizzato il desiderio di sua figlia di non essere mantenuta in vita artificialmente grazie alle macchine.

Inutile, ma necessario, rimarcare il fatto che per non vedere questa differenza bisogna essere o totalmente idioti, o totalmente in malafede, o accecati dai dogmi irrazionali di una fede malata.

Sempre doveroso inoltre sottolineare l’ipocrisia di quella parte politica, e di tutti i suoi sostenitori, che si preoccupa di seguire i dogmi della Chiesa Cattolica quando si tratta di prolungare l’agonia di una povera ragazza vittima di un incidente, ma poi se ne sbatte altamente quando si tratta di evitare  lo sterminio di centinaia di migliaia di civili in guerre a cui il loro tanto amato Papa era esplicitamente contrario.

Ma quello che più di ogni altra cosa resterà a testimonianza dell’abissale ipocrisia catto-talebana è l’atteggiamento di coloro che sostengono di essere contrari all’applicazione della sentenza in QUESTO caso perchè, udite udite, la volontà della ragazza non è chiaramente manifestata e “non ci si può fidare” delle testimonianze del padre e delle sue amiche.

Non basta quindi che questi cialtroni bigotti abbiano impedito con ogni mezzo e mezzuccio a loro disposizione di arrivare anche solo a discutere una legge sul Testamento Biologico nel nostro parlamento (ormai una succursale della CEI); ora ci dobbiamo anche sentir dire da questi sedicenti liberali che se ci fosse stato un Testamento Biologico allora se ne sarebbe potuto parlare!

Secondo i suddetti cialtroni, noi laici (i propriamente detti intendo, non i conversi di cui il parlamento è pieno) dovremmo restarcene in silenzio mentre loro gettano fango in maniera più o meno esplicita su Beppino Englaro e le amiche di Eluana che hanno testimoniato la sua volontà di non essere mantenuta in vita artificialmente. Semplicemente sentirsi dire che questo caso sarebbe diverso da quello di Welby perché non può essere stabilita la volontà diretta di Eluana è quanto di più offensivo si possa dire a suo padre e alle sue amiche.

È tutto sommato comprensibile che tali atteggiamenti vengano da coloro che una famiglia non ce l’hanno mai avuta (per loro scelta) e si limitano a ficcare il naso nelle famiglie degli altri dall’alto del loro abito talare; più sorprendente invece quando questi atteggiamenti arrivano da persone che una famiglia ce l’hanno... ma si sa, mantenerla la famiglia è difficile e schierarsi con sofistici arrampicamenti sugli specchi dalla parte dei catto-talebani per dar loro un appoggio laico (impropriamente detto) paga non bene, ma benissimo.

Non si capisce per quale motivo questo caso dovrebbe essere diverso da quello di Welby; solo perchè la richiesta è fatta per bocca del tutore legale di Eluana (il padre) e non direttamente da lei che è impossibilitata? Forse i sostenitori di questa risibile tesi dovrebbero riguardarsi cosa significa essere stati nominati tutori legali di una persona...

Incredibile poi l’ipocrisia nel sostenere che infilare un tubo nello stomaco di una persona per alimentarla forzatamente, e infilargliene un altro nei polmoni per ventilarla forzatamente non corrisponda ad un “trattamento sanitario”.

Chissà perché allora il “trattamento sanitario” in questione non è stato effettuato a Karol Woitla che con una semplice tracheotomia e la conseguente ventilazione forzata sarebbe potuto restare in vita probabilmente fino ad oggi. Forse in quel caso, chissà perché, la volontà di dio era diversa... noi poveri mortali che non sentiamo le voci nella nostra testa non potremo mai saperlo.

Fatto sta che comunque vadano le cose il “caso Englaro” un risultato l’ha ottenuto, ha costretto la sempre vaticanamente prona maggioranza clericale che governa il nostro paese a discutere in parlamento del tema “eutanasia”. Cosa che per decenni ha volutamente e deliberatamente ignorato, fino a che un giudice non ha pensato di riempire i vuoti legislativi semplicemente applicando l’art. 32 della nostra costituzione.

Ora  attenderemo (con poche speranze in realtà) quello che la succursale della CEI, ovvero il parlamento italiano, deciderà; qualche speranza in più la riponiamo nella Corte Costituzionale che difficilmente potrà accettare un vergognoso ribaltamento di una sentenza da parte del parlamento, che in questo caso diventerebbe un ennesimo grado di giudizio del nostro già complicato sistema giuridico.

Vedremo inoltre le laiche mosche bianche di questa maggioranza come si comporteranno e se potranno continuare a restare in una maggioranza chiaramente e sfacciatamente alle dipendenze di Bagnasco e company.

 

 

Alessandro Chiometti

Quelli che... proprio non ci arrivano

Leggendo l’articolo pubblicato oggi dal sito internet del Corriere della Sera a firma di Pierluigi Battista, mi sono chiesto cosa abbiamo fatto di male noi italiani per meritarci l’ostentazione di cotanta incapacità di comprendere il significato della parola laicità.

Il Battista, prendendo spunto dalle esternazioni papali sul “reato di immigrazione clandestina” e dalla conseguente marcia indietro di Berlusconi su questo tema; elabora, in un crescendo di rigiramenti di frittata che sembrano non aver mai fine, una sentenza che suona così: dato che questa volta l’ingerenza papale in una legge dello stato è stata apprezzata dai laici (che confonde palesemente con la, da lui tanto odiata, “sinistra”) d’ora in poi questi hanno l’obbligo morale di stare zitti di fronte alle prossime esternazioni papali su eutanasia, aborto, omosessualità, coppie di fatto e quant’altro passi per la testa del Papa o dei suoi sottoposti gerarchici.

A parte il fatto che legare la laicità ad una sola parte politica, accomunandola ad altri temi “cari alla sinistra” come sproloquia il Battista, non fa altro che dimostrare che in questo nostro sventurato paese non esiste attualmente una destra laica; è pleonastico, quanto evidentemente necessario, spiegare ancora una volta ai vari “Battista” di questo paese come stanno le cose.

È evidente che nessuno può, ne vuole, tappare la bocca alla più grande potenza mediatica italiana che pontifica a reti unificate ininterrottamente da tempi immemori a questa parte; ed è altresì evidente che il pastore tedesco o i suoi sottoposti gerarchici per sua bocca parlanti hanno tutto il diritto di ammaestrare il loro gregge con qualsivoglia proclama ritengono opportuno.

Quello che il LAICO vuole è che queste loro esternazioni non debbano essere automaticamente valide anche per coloro che del gregge non ne fanno parte.

Quindi quello che dovrebbe essere ovvio in uno Stato laico è che, quando il Papa pontifica, non è detto che abbia ragione e che, anche se a volte ciò che dice è condivisibile anche dai non cattolici, questo non significa che, automaticamente, OGNI VOLTA debba dire PER FORZA delle cose condivisibili.

Quindi, altra cosa ovvia, un LAICO vorrebbe che lo Stato (laico anch’esso per definizione) abbia una sua forza etica e morale che prescinda dalle esternazioni papali; ne va da se che il LAICO vorrebbe che quando questo Stato prende una decisione, questa dovrebbe già essere una decisione eticamente e moralmente ponderata.

Quello che è evidente per tutti i LAICI invece è che questo nella nostra sfortunata Italia non avviene; si fanno leggi eticamente discutibili e poi queste vengono sottoposte al giudizio di una guida religiosa che, per quanto autorevole, non potrà MAI rappresentare TUTTI gli italiani (cosa che dovrebbe invece fare lo stato).

Il LAICO altresì desidera che i suoi rappresentanti istituzionali non siano delle “bandieruole” esposte ad ogni vento clericale che spira nel paese; cosa che invece il Cav. Berlusconi ha dimostrato di essere.

È inoltre ovvio che è chi si definisce CATTOLICO ad essere in grave contraddizione quando da ragione al suo infallibile (per lui) pastore su certi temi (ad es. aborto), mentre non segue le sue indicazioni su altri temi (ad es. guerra, accoglienza agli immigrati, etc).

 

So che tutte queste cose sono abbastanza chiare per i laici, per quelli che proprio non riescono ancora ad arrivarci invece dovremo attrezzare appositi maxischermi per spiegarle con i disegnini.

 

Alessandro Chiometti

Legge 194, attacco senza fine

C’era ovviamente da aspettarselo, i clericalisti rinvigoriti dalla vittoria della parte politica a loro più fedele e congeniale (nonostante gli sforzi profusi il PD non è riuscito ad intaccare questo dato di fatto) non hanno aspettato neanche che il nuovo governo diventasse operativo a tutto gli effetti per cominciare a suonare la carica.

Ovviamente a guidare la riscossa catto-talebana non poteva che esserci lui, lider maximo del fanatismo religioso occidentale, ovvero Papa Ratzie che, inascoltato nel resto del mondo (vedi classifica del Time sulle 100 persone più influenti), vanta comunque un ottimo seguito di baciapile italiani. Mentendo in maniera spudorata e raccontando balle senza alcuna remora (evidentemente il lavoro che fa lo predispone...) si è permesso di dire ciò che neanche Ruini aveva mai osato dire, ovvero che la legge 194/78 è solo una ferita nella società italiana e soprattutto che non ha risolto nessun problema.

Fatto di per se ampiamente sufficiente a zittire (spero definitivamente) tutti quei cattolici testardi che persistono a voler cogliere segni di progressismo nel più grande restauratore che la Chiesa Cattolica abbia conosciuto negli ultimi decenni.

Non è certo qui necessario ricordare tutti i dati statistici ufficiali che evidenziano come i casi di aborto in 30 anni in Italia siano più che dimezzati GRAZIE alla legge 194, perché non è certo di ignoranza che peccano i catto-talebani come Papa Ratzie quanto di malafede. E di fronte a questa si ferma ogni prospettiva di dialogo.

I  cristiani che non sono in malafede (vedi le Comunità Cristiane di Base) hanno smesso da tempo di attaccare frontalmente la legge 194, e pur non condividendo la scelta di abortire, non criminalizzano più quelle donne che scelgono di ricorrervi. È con loro che i laici dialogano, non con i fondamentalisti fanatici in malafede.

L’ennesimo attacco catto-talebano ha messo in crisi persino una maggioranza granitica come quella del Berlusconi IV; se da una parte si sono affrettate a dichiararsi entusiasti i componenti di quella parte catto-talebana che rappresenta la maggioranza della destra italica, dall’altra si sono levate numerose (per quanto messe in secondo piano dai mass media) voci di dissenso, segno che evidentemente, per quanto inaspettatamente anche a destra ci sono dei laici.

Forse inascoltati, forse bistrattati, forse emarginati, forse rassegnati di fronte all’invocazione dell’aiuto di dio da parte di Silvio (che forse non vuole fermare la sua carriera politica in Italia ma vuole approdare anche in vaticano...), ma esistono.

Del resto se Capezzone è stato eletto portavoce di Forza Italia facendo andar su tutte le furie i catto-talebani, può darsi che i progetti di questi, legati alla fedeltà della destra italica, incontrino difficoltà inaspettate e impreviste.

 

Alessandro Chiometti

La Sinistra Arcobaleno ci invita...

.... e come consuetudine posto in anteprima il mio intervento per i lettori del nostro blog.

L'iniziativa si chiama "io ci metto la faccia: 194 per la 194" e si svolgerà domani a Terni per ulteriori informazioni vedi il nostro sito

Lasciatemi iniziare con un ringraziamento, veramente sentito, agli organizzatori di questa manifestazione.
Per fortuna che c’è qualche forza politica che OSA rispondere a quella che senza mezzi termini definisco un’offensiva clericale senza tregua che da anni sta avvenendo nel nostro paese.
Qualcun'altro invece preferisce chiudere gli occhi e non vedere cosa sta succedendo per non perdere l’appoggio della sua componente teo-dem, come va di moda chiamarla oggi (che per inciso non si è ben capito da cosa si differenzia da quella cosiddetta teo-con).
È un attacco clericale che avviene nella politica, nella cultura e in tutto ciò che è la nazione Italia; ed è in quest’ottica che va inquadrata l’offensiva attuale contro la legge 194.
Ma quest’attacco non è nato ieri, è in corso da più di un decennio, e Civiltà Laica è nata proprio a causa di quest'attacco, da alcune persone che avevano in comune il sentire in pericolo la laicità del nostro stato.
Personalmente non parlo mai troppo volentieri dell’aborto, ma non perché voglio chiudere gli occhi di fronte a un problema preferendo ignorarlo come hanno fatto e continuano a fare in tanti. No, dico che non ne parlo volentieri perché a mio personale giudizio, noi uomini dovremmo imparare a stare zitti e non interferire in ciò che rientra nel diritto all’autodeterminazione della donna. Noi uomini dovremmo cominciare ad ammettere di non essere in grado di poter capire quella che è un'esperienza tutta femminile, sia nella gioia di una gravidanza sia nel dramma di un aborto, quindi dovremmo astenerci innanzitutto dal giudicare e dall'esprimere opinioni etiche.
Tuttavia di fronte a questa dirompente invettiva clericale, di fronte a cialtroni che chiamano assassine le donne che compiono una scelta legittima, che paragonano l'aborto alla pena di morte, o arrivano a chiamare i carabinieri per un presunto feticidio (come recentemente è accaduto a Napoli), non posso esimermi dall'esprimere pubblicamente la mia solidarietà alle donne che sono pesantemente sotto attacco.
Difendiamo la 194 quindi, ma attenzione, da laici convinti quali siamo, non  la difendiamo come se fosse un dogma immodificabile e di cui non si può discutere. Noi laici, per definizione, non abbiamo dogmi. Di certo tutto si può migliorare compresa la 194.
Sono diverse le cose che si potrebbero rivedere e applicare meglio.
Parliamo ad esempio del fatto che la legge proclama: Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
Basta leggere queste poche righe per vedere come alcune parti della legge sono state ampiamente disattese!
Le strutture socio sanitarie come i consultori pubblici anziché essere SVILUPPATI come dice la legge sono addirittura in diminuzione e come ha rilevato un inchiesta del settimanale “l’espresso” dell’ottobre scorso siamo ben lontani dall’obiettivo fissato nel '96 di avere un consultorio ogni ventimila abitanti. Le cifre parlano chiaro di media, e sottolineo di media, siamo intorno ad un consultorio ogni 30mila... ma solo perché ci sono delle regioni virtuose che alzano la media, e solo perché nel conteggio vengono incluse strutture in realtà chiuse per ristrutturazione. I numeri reali dicono che nel sud Italia siamo intorno ad un consultorio ogni 50mila abitanti!
Di questo pretendiamo che si parli quando chiediamo di verificare il funzionamento della legge 194, non di cose prive di senso come a quale settimana di gestazione occorre operare la rianimazione dei feti abortiti contro il volere dei genitori!
Ma ce ne sono di cose di cui parlare... voglio accennare ad una questione che recentemente è stata esposta anche dal ginecologo Carlo Flamigni su MicroMega, ovvero la legittimità dell’obiezione di coscienza dei medici.
Tengo a precisare che io sono stato, e sono tutt’ora un Obiettore Di Coscienza al servizio di leva obbligatorio, quindi so perfettamente di cosa si parla, e so perfettamente che oggi il termine OBIEZIONE DI COSCIENZA è quanto mai abusato, o per lo meno messo a giustificare un atteggiamento di comodo.
Si fa Obiezione di Coscienza quando si disobbedisce ad un OBBLIGO di legge, fate attenzione all’uso delle parole, si parla di obbligo di legge. Questo era il caso del servizio di leva obbligatorio, questo è il caso degli obiettori di coscienza FISCALI.
In entrambi i casi l’Obiettore paga in prima persona il prezzo delle sue scelte; nel caso dell’Obiettore al servizio militare ad esempio, si paga questa scelta con l’impedimento di svolgere poi nel corso della vita lavori inerenti alla presenza nelle forze armate, nei vigili urbani, o nella polizia. E non è sbagliato, anzi! È un principio giustissimo, io non posso a causa della MIA scelta di non usare armi mettere in pericolo altre persone. Ad esempio, un poliziotto non può trovarsi in pericolo perché un suo collega è un obiettore di coscienza che non usa armi.
Quello che succede invece con gli Obiettori Di Coscienza alla 194 è che altre persone pagano il prezzo delle loro scelte. Loro invece fanno tranquillamente il lavoro che hanno scelto (SCELTO, NON SONO STATI OBBLIGATI DA NESSUNO A FARE QUEL LAVORO) disobbedendo senza alcuna conseguenza (per loro) ad una legge dello stato.
E allora se era comprensibile che fosse prevista l’Obiezione Di Coscienza per i medici che erano già in servizio quando è stata emanata la legge, non è più comprensibile OGGI a trent’anni di distanza.
È decisamente ora che l’Obiezione di Coscienza alla 194 sia dichiarata illegittima, perché oggi chi sceglie di fare il medico ginecologo o il medico chirurgo sa perfettamente che in Italia l’aborto è legittimo, e come tutti noi deve rispettare le leggi dello stato in cui vive anche se le ritiene sbagliate.
Se non vuole avere a che fare con l’Interruzione Volontaria di Gravidanza esistono un ampia gamma di altri lavori, anche nello stesso ambito della medicina, che può scegliere e che gli permetteranno di vivere in ottemperanza ai suoi dogmi morali senza far pagare a nessuno il peso delle sue scelte.

Quindi, concludendo, noi difendiamo, certamente, questa legge ma non in maniera cieca e dogmatica, siamo pronti a discutere delle possibili migliorie che possono essere effettuate.
Ma oggi purtroppo siamo costretti a difenderla da quello che è un attacco che vorrebbe tornare alla criminalizzazione della donna e vorrebbe negare il suo diritto all’autodeterminazione. Un attacco fatto da chi, ignorando volutamente i successi riportati dalla 194 vorrebbe portare indietro le lancette dell'orologio fino ad avere un aborto illegale con il ritorno agli spilloni delle mammane. 
Un attacco questo, consentitemi di sottolinearlo, che è cominciato in maniera esplicita quando è stata promulgata la legge 40 sulla fecondazione assistita, legge che non posso che definire, cieca, bigotta e talebana.
Una legge che rispetto alla 194 è indietro di trent’anni pur essendo stata promulgata trent’anni dopo, segno che non sempre le cose nel nostro paese vanno in avanti, anzi per citare Umberto Eco, spesso si procede a “passo di gambero”.

Alessandro Chiometti

 

La chiesa perde le elezioni e il PD perde il socialismo

Nonostante il grande dispendio di energie e a dispetto dei potenti mezzi di disinformazione messi in campo dalla Chiesa Cattolica, Josè Luis Rodriguez Zapatero si appresta a guidare la Spagna per altri quattro anni.

I clericalisti iberici incassano così una sonora sconfitta e sono costretti a vedere il PSOE aumentare in termini di voti e di seggi parlamentari, incurante dei loro grotteschi appelli a votargli contro degni delle commedie di Peppone e Don Camillo.

Non possiamo che rallegrarci dell'affermazione di Zapatero oramai, forse suo malgrado, punto di riferimento anche al di fuori della Spagna; del resto nel nostro paese trovare un politico di sinistra che prometta cose di sinistra e che soprattutto faccia quel che ha promesso una volta vinte le elezioni è un'impresa ai limiti dell'impossibile.

Non è forse un caso che contemporaneamente all'affermazione del PSOE è arrivata una notizia clamorosa, quanto ampiamente ignorata dai mass media nostrani.

L'Internazionale Socialista per le prossime elezioni in Italia appoggia il piccolo partito di Boselli e volta le spalle al Partito Democratico!

La cosa non cambierà molto le cose in termini di voti, ma politicamente ha un peso enorme, basta pensare che D'Alema, esponente di spicco del PD, è tutt'ora vicepresidente dell'Internazionale Socialista!

Di fronte ai silenzi e alle non-decisioni di Veltroni che ha sempre evitato con accuratezza di parlare della collocazione europea del suo nuovo partito (probabilmente sperando in una soluzione “siamo socialisti MA ANCHE popolari”), è stata la più grande forza di sinistra europea a prendere posizione e mettere definitivamente il PD alla porta.

Dovrebbe essere una di quelle notizie che fanno tremare i polsi ai presunti eredi del più grande partito della sinistra in Italia, invece la totale indifferenza con cui viene accolta dimostra una volta di più (se mai ce ne fosse stato bisogno) che il PD non ha nulla “di sinistra” da offrire ai suoi elettori e ai suoi militanti.

C'è poco da gioire per noi laici italiani, è la conferma che alle prossime elezioni politiche la neo-Democrazia Cristiana prenderà circa l'80% dei voti e, sebbene divisa in più partiti, governerà saldamente il paese per i prossimi decenni. Affossando così ogni possibile passo in avanti in termini di diritti civili e facendo restare il nostro paese uno dei più arretrati di tutto l'occidente.

“Non pensate a quale partito, pensate a quale paese” propaganda il chennediano de noantri in uno dei suoi slogan di dubbio gusto, beh per i laici è impossibile non pensare alla Spagna di Zapatero!

Ma non facciamo le valige... restiamo qua a rompere le uova nel paniere (per non dire altro)!


Alessandro Chiometti

 

Partito Democratico: Chi entra e chi esce...

Non ho proprio digerito l'entrata degli esponenti del Partito Radicale nel Partito Democratico.

Capisco tutte le esigenze di evitare la prospettiva di non tornare alla politica extraparlamentare (particolarmente dura dopo che per due anni si sono provati gli agi del governo diretto dello stato, evidentemente), ma l'accettare supinamente di entrare in un partito che mette fra i suoi valori costituenti il contrario della laicità (ovvero l'importanza della religione nella “cosa” pubblica) significa rinnegare completamente i valori laici e anticlericali che i Radicali avevano sempre fieramente sostenuto fino ad oggi.

Avrei capito un entrata in “coalizione” con il proprio simbolo DISTINTO da quello della nuova Democrazia Cristiana di Veltroni, ma abbassarsi fino a scambiare qualche collegio elettorale garantito nelle loro liste è una mossa che non posso accettare.

È una giornata storica dice la Bonino dopo aver firmato il programma del “chennediano de noantri”, e in effetti è così... non per i motivi che ha in mente lei però.

È storica perché segna la clamorosa uscita dal PD di Piergiorgio Odifreddi, che pure aveva provato a collaborare nella stesura del programma del partito.

Un Odifreddi che di fronte all'ennesima uscita da consumato baciapile fatta da Veltroni (la Chiesa non fa ingerenze ma solo sollecitazioni, aveva detto il Wally per tenersi stretti i cattolici del suo partito) ha preso atto del fatto che il Partito Democratico non è posto per un laico doc come lui. Educatamente quindi, con un intervista a la Repubblica (curiosamente non ripresa ne su internet ne sui telegiornali... chissà perché... evidentemente da fastidio sapere che c'è chi non piega la testa al vento clericalista imperante a destra MA ANCHE a sinistra), da l'addio a quello che poteva essere il suo partito.

Una notizia che personalmente mi conforta; è segno che non tutti si fanno corrompere dalle promessa di un posto in pappamento.


Alessandro Chiometti

RATZINGER E LA CROCIATA OMOFOBA: BISOGNA REAGIRE!
Il 12 Ottobre 2004 Mirko Tremaglia, ministro per gli italiani nel mondo del governo Berlusconi II, apostrofa indecorosamente i gay come "culattoni".
Il 9 Marzo 2007 in una puntata di "Porta a porta" Alessandra Mussolini insulta Vladimir Luxuria esordendo con un "Meglio fascista che frocio!".
Il 12 Maggio 2007, durante il Family Day, don Oreste Benzi manifesta la sua omosessuofobia ribadendo che "Non esiste scientificamente l'omosessualità, è una devianza".
Infine Benedetto XVI, dall'alto della sua infallibilità, si arroga il diritto di affermare, in un discorso tenuto in propedeutica alla GMG del 2008, che il non riconoscere il matrimonio religioso eterossessuale come unica forma di convivenza accettabile (e quindi di conseguenza riconoscere legalmente le coppie di fatto eterosessuali e gay), rende precaria la pace nel mondo.
Questa rassegna di dati sgradevoli vuole solo dimostrare che nella nostra "cultura" è radicata una feroce intolleranza nei confronti dei gay e un disgustoso rifiuto di sforzarsi per una più che giusta accettazione del diverso, che in alcuni casi si manifesta nei suoi aspetti più aggressivi, sgarbati, incivili ed indecenti ed in altri in modo più soft e velato, ma egualmente subdolo. Che riceve inoltre la benedizione di colui che si dichiara vicario in terra di un uomo che a differenza sua è morto in croce per aver cercato di cambiare il mondo con un messaggio di fratellanza e tolleranza.
La contraddizione di Benedetto XVI al riguardo mi sembra ovvia e inappropriata per un uomo che, l'onestà intelettuale mi impone di dirlo, ha delle eccelenti doti intellettuali ma forse non una grande esperienza da un punto di vista umano.
Alla crociata contro i gay, noi laici non possiamo più abbassare la guardia e crediamo sia ora di reagire a questo clima "culturale" di degrado, con una controcrociata squisitamente culturale e non violenta che cerchi di penetrare nelle coscienze della gente e le renda consapevoli del fatto che i gay non sono dei deviati (e questo è stato anche dimostrato scientificamente)  e che ognuno è libero di scegliere il suo stile di vita e anche i suoi gusti sessuali, nel rispetto della dignità e della libertà altrui. Due gay che vivono insieme e chiedono che gli vengano riconosciuti dei diritti, non mi sembra vadano a ledere la libertà di qualcuno. Se gli uomini per natura sono tutti uguali, come insegnano non solo la democrazia e il socialismo ma anche il vangelo, tutti hanno il diritto di fare le stesse cose, nel  nostro caso anche i gay essendo uguali agli eterossessuali hanno anche loro il diritto di convivere alla luce del sole e di vedersi garantiti diritti e doveri. Chi mette in discussione ciò, mette in discussione il principio dell'uguaglianza naturale degli individui, andando contro la democrazia, il socialismo e il vangelo.
Invito vivamente Ratzinger a riflettere su questo.
Il compito dei laici è e sarà sempre quello di reagire con taglienti battaglie culturali all'oscurantismo clericale in nome della pace, del rispetto reciproco e della democrazia.
Federico Piccirillo
                                                 
Ci arriva questo contributo del nostro amico e socio Federico proprio nei momenti in cui veniamo a conoscenza del vile attentato contro il "Coming Out" di Roma.
Non possiamo che esprimere tutta la nostra solidarietà alla comunità GLBT della capitale (ma anche dell'Italia tutta) condannando quel clima di odio che è fomentato da coloro che in nome di dogmi morali pretendono di zittire ed emarginare qualunque voce da loro dissenziente.
Non possiamo inoltre fare a meno di notare che le notizie come questa, che fotografano benissimo lo stato di degrado civile e culturale del nostro paese non trovano spazio sui maggiori mezzi di comunicazione mentre, al contrario, si preoccupano di dare ampio risalto alla nuova fuoriuscita teo-con dell'On. Casini che non contento dell'ampia documentazione a disposizione propone di istituire una commissione sulla legge 194; evidentemente il brizzolato bigotto pensa che lo stato ha soldi da sperperare per verificare ciò che conosce benissimo grazie a centinaia di rapporti tutti concordanti, ovvero che la 194 funziona benissimo, abbassando incessantemente il numero di aborti, NONOSTANTE il boicotaggio dei medici sedicenti obiettori di coscienza.
 
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